<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377</id><updated>2012-01-20T08:06:58.703-08:00</updated><title type='text'>Adrian Was There</title><subtitle type='html'>Costringere il libero pensiero in una gabbia è come arrecare sfregio al volto della donna più bella. Questo è lo spazio di Adrian. Ricordi e speranze sul mondo che mi circonda. E che è dentro di me. Adrian era lì.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>37</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-3163591731336677605</id><published>2011-06-14T04:51:00.000-07:00</published><updated>2011-06-14T05:05:48.552-07:00</updated><title type='text'>Il testamento elettorale</title><content type='html'>Al &lt;strong&gt;seggio elettorale&lt;/strong&gt; li vedevi arrancare con &lt;strong&gt;fatica&lt;/strong&gt;. Alcuni &lt;strong&gt;zoppicavano&lt;/strong&gt; vistosamente, altri si accompagnavano con un bastone, una &lt;strong&gt;stampella&lt;/strong&gt;. Poi prendevano le schede, e ancor più faticosamente entravano nella cabina. Votavano e se ne andavano. Nel &lt;strong&gt;silenzio&lt;/strong&gt; dei loro movimenti, sembrava celato un &lt;strong&gt;nuovo testamento&lt;/strong&gt;. «Domani potrei non esserci più. Questa è forse l’ultima cosa che faccio, adesso tocca a voi giovani».&lt;br /&gt;Nell’istante in cui scrivo non so quale sia il rapporto giovani-anziani, fra gli elettori che si sono recati a votare in questa tornata di referendum. Mi limito a dire che nel microcosmo del seggio 912 della scuola elementare “Calini”, a Brescia, di anziani ne sono passati tanti. Nei seggi adiacenti si sono viste donne in sedie a rotelle sollevate di peso e &lt;strong&gt;trasportate a mano&lt;/strong&gt; da 6 persone, perché gli elevatori bloccati impedivano di fare le scale. E quando una coppia ultranovantenne si è trascinata fino alla nostra postazione scoprendo di non aver portato con sé le tessere elettorali - non potendo quindi esprimere il proprio voto -, i nostri occhi non potevano lacrimare, ma il cuore &lt;strong&gt;piangeva&lt;/strong&gt; sangue e bestemmie, maledicendo chi aveva tentato il tutto per tutto pur di impedire il democratico confronto.&lt;br /&gt;Osservando quel costante viavai di anziani, l’impressione era quella dell’&lt;strong&gt;ultimo respiro&lt;/strong&gt;. Del malato che prima di andarsene per sempre da questa terra riempie i suoi polmoni, concentra le ultime forze e si lascia andare all’ultimo, estremo saluto, o cenno, o &lt;strong&gt;testamento&lt;/strong&gt;. Credo che in questi tre giorni sia accaduto qualcosa di meraviglioso. Qualcosa che ha vinto contro quella &lt;strong&gt;gran troia&lt;/strong&gt; d’informazione che in questo Paese si sbatte chi ha più potere. Qualcosa che ha risvegliato sentimenti sopiti, o sepolti, traghettandoli per le infinite vie della &lt;strong&gt;rete&lt;/strong&gt;, e delle &lt;strong&gt;piazze&lt;/strong&gt;. È accaduto che lo &lt;strong&gt;zoccolo duro&lt;/strong&gt; del Paese si è levato in piedi ancora una volta, forse l’ultima, in un impeto d’orgoglio, dignità e passione civile, per un &lt;strong&gt;passaggio di consegne&lt;/strong&gt; epocale. Un messaggio trasmesso da chi ha vissuto le tragedie del passato come un’occasione per rialzarsi, a chi oggi ha disperatamente bisogno di quella stessa forza e speranza per guardare al futuro. Così il moderno messaggio in bottiglia ha viaggiato di scheda in scheda, man mano che da quelle cabine elettorali uscivano anziani ed entravano giovani. Forse è vero che l’età media di un Paese più vecchio che giovane non aiuta, ma quello zoccolo duro è ancora reattivo e in grado di rispondere ai richiami della democrazia. E chissà, alla luce del risultato di oggi, forse sta già conservando le forze per reagire un’altra volta. Poi un’altra. E un’altra ancora. Fino a quando di quello zoccolo non farà parte anche chi scrive. La chiamano &lt;strong&gt;coscienza civile&lt;/strong&gt;, pare che per sopravvivere abbia bisogno di essere trasmessa di generazione in generazione. Con quali mezzi non è dato sapere, poichè l'evoluzione la costringe a maturare forme imprevedibili. Ad esempio quella di un foglio su cui segnare &lt;strong&gt;una voce&lt;/strong&gt; piuttosto che un'altra, poi da ripiegare su stesso prima di inserirlo in un'urna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-3163591731336677605?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/3163591731336677605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=3163591731336677605' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3163591731336677605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3163591731336677605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2011/06/il-testamento-elettorale.html' title='Il testamento elettorale'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-6449291160786645181</id><published>2011-06-10T01:02:00.000-07:00</published><updated>2011-06-10T01:08:12.651-07:00</updated><title type='text'>Annozero e i silenzi del Tg2</title><content type='html'>«&lt;strong&gt;Linea alla rete&lt;/strong&gt;», ha detto ieri sera la celebre anchorwoman Maria Concetta Mattei, al termine del &lt;strong&gt;Tg2&lt;/strong&gt;. Ovvero nel momento in cui chi conduce il telegiornale di Raidue dovrebbe lanciare con entusiasmo il programma che segue, sia esso &lt;em&gt;X-Factor&lt;/em&gt; o una nuova puntata di &lt;em&gt;NCIS&lt;/em&gt;. Basti pensare all’Enrico Mentana del Tg di La7 che rimanda all’appuntamento con &lt;em&gt;Otto e mezzo&lt;/em&gt;, o ai mezzobusti del Tg5 che annunciano l’imminente incursione del &lt;em&gt;Grande Fratello&lt;/em&gt;. Il perché di questi assist è presto spiegato: la rete è una &lt;strong&gt;squadra&lt;/strong&gt;, nella quale i giocatori si passano la palla per vincere la partita degli &lt;strong&gt;ascolti&lt;/strong&gt;. Perciò, mentre il pubblico - in calo poiché saziato dalle notizie più importanti comunicate all’inizio dell’edizione - cerca il giornalino dei programmi per scoprire il menù televisivo della serata, il conduttore lo anticipa annunciando il &lt;strong&gt;piatto forte&lt;/strong&gt; proposto dal suo canale: «Rimanete con noi...», «Non perdete la nuova puntata di...», «Dopo il telegiornale c’è...». È il passaggio filtrante per il compagno di squadra che dovrà cercare di segnare il gol della vittoria. Insomma, una pratica oramai consolidata da anni. Ma che nel caso di &lt;strong&gt;Annozero&lt;/strong&gt; non ha mai visto applicazione.&lt;br /&gt;Di «Linea alla rete» ne abbiamo sentiti tanti, alla fine delle edizioni serali del Tg2, il giovedì sera, quasi a voler rimarcare una responsabilità mai accettata: «Ciò che segue &lt;strong&gt;non dipende da noi&lt;/strong&gt;, ma dalla direzione di rete ed anzi da chi ha ordinato alla rete di mandare in onda Annozero, cioè un &lt;strong&gt;tribunale&lt;/strong&gt;». Mai un cenno, quindi, in decine di edizioni del Tg, nonostante quello di Michele Santoro fosse il programma d’informazione e approfondimento più visto in tv, tanto gravido di introiti pubblicitari al punto da auto-finanziarsi senza incidere sul canone.&lt;br /&gt;Il quadro che ne esce è fin troppo semplice: per Raidue Annozero &lt;strong&gt;non è mai esistito&lt;/strong&gt;. E le parole non dette nelle edizioni dei telegiornali bastano a far capire quanto la trasmissione di Michele Santoro fosse mal sopportata, e in quali condizioni abbia dovuto lavorare la sua redazione. Ennesima dimostrazione, semmai ce ne fosse ancora bisogno, di come i &lt;strong&gt;silenzi&lt;/strong&gt; siano più eloquenti di mille parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-6449291160786645181?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/6449291160786645181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=6449291160786645181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/6449291160786645181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/6449291160786645181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2011/06/annozero-e-i-silenzi-del-tg2.html' title='Annozero e i silenzi del Tg2'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-6366474050669247148</id><published>2011-06-06T05:36:00.000-07:00</published><updated>2011-06-06T06:09:22.956-07:00</updated><title type='text'>Gardone Riviera, ieri è ancora oggi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.blogvacanza.com/wp-content/uploads/2011/05/Gardone-Riviera.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 540px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.blogvacanza.com/wp-content/uploads/2011/05/Gardone-Riviera.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;A &lt;strong&gt;Gardone Riviera&lt;/strong&gt; il tempo sembra essersi fermato. La &lt;strong&gt;quiete&lt;/strong&gt; contro la tempesta. Lo vedi dai pedoni. Le macchine si &lt;strong&gt;fermano&lt;/strong&gt;, per farli attraversare. Chi viene dalla città sgrana gli occhi, incredulo. Qualcuno scarica pacchi e scatoloni da un furgone. Fatica, non c'è dubbio, ma mentre lo fa sembra &lt;strong&gt;riposarsi&lt;/strong&gt;. Le &lt;strong&gt;coppie&lt;/strong&gt; che passeggiano fra le barche ormeggiate paiono uscite da un film degli &lt;strong&gt;anni '50&lt;/strong&gt;. Camminano lentamente, mano nella mano, si guardano intorno a rimirare il paesaggio. Ma anche loro sono &lt;strong&gt;parte&lt;/strong&gt; del paesaggio. &lt;strong&gt;Alberi&lt;/strong&gt;, ovunque. Fitti, eleganti, solenni. Man mano che li oltrepassi ti sembra di coglierne il &lt;strong&gt;respiro&lt;/strong&gt;, fra un alito di vento e l'altro. E gli alberghi fanno a gara per affacciarsi sul &lt;strong&gt;lago&lt;/strong&gt;, quel manto d'acqua che cattura i riflessi del sole anche quando il sole non c'è. «Qui il sole c'è sempre - sembra sussurrare -. Se non lo vedi, è perchè non lo vuoi vedere». Insomma uno di quei posti che ti fanno stare bene non soltanto a viverci, ma &lt;strong&gt;al solo pensiero che esistano luoghi così&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-6366474050669247148?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/6366474050669247148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=6366474050669247148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/6366474050669247148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/6366474050669247148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2011/06/gardone.html' title='Gardone Riviera, ieri è ancora oggi'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-3730852794473325568</id><published>2011-06-04T03:23:00.000-07:00</published><updated>2011-06-04T04:07:35.950-07:00</updated><title type='text'>Suonala ancora, Max</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Massimo D’Alema&lt;/strong&gt; ci era riuscito. Era riuscito a fare la sua parte, in questa tornata elettorale: starsene in silenzio, e rimanere nell’&lt;strong&gt;ombra&lt;/strong&gt;. Quello che invece non è riuscito a fare Silvio Berlusconi, occupando l’etere fino al &lt;strong&gt;tracollo&lt;/strong&gt; del Pdl. D’Alema invece ha stupito persino sé stesso. &lt;strong&gt;Silenzio&lt;/strong&gt;. Caparbio, coriaceo, in fuga da tv, giornali, radio. Fino all'ultimo, verso la vittoria (di chi? Ma questo è un altro discorso). Poi, come da copione degli ultimi vent’anni, ha ripreso puntualmente parola: &lt;em&gt;«Via Berlusconi e &lt;strong&gt;faremo la nostra parte&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per un nuovo governo di fine legislatura&lt;/strong&gt;»&lt;/em&gt; (&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/06/03/news/intervista_d_alema-17140056/index.html"&gt;&lt;em&gt;La Repubblica&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, 3 giugno 2011).&lt;br /&gt;È straziante anche solo immaginare &lt;strong&gt;le facce&lt;/strong&gt;, di chi nel Pd credeva finalmente di aver varcato la soglia del cambiamento. Nemmeno il tempo di un fuoco che si accende per una speranza ritrovata. Subito spento. È troppo facile, perfino inutile, commentare. Ed anzi si commenta da solo, l’ennesimo invito ai propri avversari politici a &lt;strong&gt;rialzarsi&lt;/strong&gt;, e spartirsi &lt;strong&gt;pezzi di governo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Una risposta c’è già, e viene da lontano. Parole di un anno fa: «Ho una enorme fiducia nei giovani. Lo spazio se lo devono fare &lt;strong&gt;da soli&lt;/strong&gt;. Quando mai qualcuno lo lascia, lo spazio. Il politico di mestiere deve essere &lt;strong&gt;cacciato a calci&lt;/strong&gt;» (&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201006articoli/55852girata.asp"&gt;&lt;em&gt;La Stampa&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, 11 giugno 2010). Chi mai avrà osato vomitare simili parole d'odio? Chi avrà profittato del clima d'instabilità per fomentare moti reazionari? Chi avrà voluto far leva sulle pulsioni e gli istinti più violenti del popolo? Chi se non Beppe Grillo, penserà qualcuno. E invece il copyright appartiene a &lt;strong&gt;Romano Prodi&lt;/strong&gt;, intervenuto ben prima che l’alter ego di Berlusconi (quel Massimo D'alema per il quale, secondo &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/wikileaks_rivela_dalema_a_spogli_magistratura_grave_minaccia_stato/24-12-2010/articolo-id=495920-page=0-comments=1"&gt;Wikileaks&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, la magistratura sarebbe &lt;em&gt;«una grave minaccia per lo Stato»&lt;/em&gt;) proferisse verbo. Forse, chissà, sapeva già che la tentazione del lìder maximo avrebbe preso il &lt;strong&gt;sopravvento&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-3730852794473325568?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/3730852794473325568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=3730852794473325568' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3730852794473325568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3730852794473325568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2011/06/suonala-ancora-max.html' title='Suonala ancora, Max'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-710250173226445355</id><published>2011-02-22T03:44:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T04:18:34.306-08:00</updated><title type='text'>Brescia, la matematica dei rifiuti non è sempre un'opinione</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-p5W2mGIE0QU/TWOm_QKz7oI/AAAAAAAAANQ/KT5nkySzN9g/s1600/Dinoway%2B-%2BModello%2BBS%2B1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576484369217089154" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-p5W2mGIE0QU/TWOm_QKz7oI/AAAAAAAAANQ/KT5nkySzN9g/s320/Dinoway%2B-%2BModello%2BBS%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (Immagine pubblicata per gentile concessione di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://dinoway.blogspot.com/2009/05/modello-brescia-avanti-tutta.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dinoway&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho provato a fare un paio di calcoli sulla gestione dei rifiuti a Brescia. Ma prima, una premessa.&lt;br /&gt;L’&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.provincia.brescia.it/portal/page/portal/provincia/temiProvincia/ambiente/osservatorioProvincialeRifiuti"&gt;Osservatorio Rifiuti&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; è un organo di controllo istituito dalla Provincia di Brescia per &lt;strong&gt;monitorare&lt;/strong&gt; produzione, raccolta e smaltimento dei rifiuti nel territorio bresciano. Ogni anno pubblica un “Quaderno”, una sorta di bilancio in cui vengono riportati i dati di ogni comune della provincia. Le cifre sulle quali ho maturato le seguenti - banali - considerazioni provengono dunque da questa fonte istituzionale. Bene. In un &lt;a href="http://www.comune.brescia.it/Eventi/Servizi+al+Cittadino/vivere+l+ambiente/tutela+dell+ambiente/aumento+raccolta+differenziata.htm"&gt;comunicato stampa&lt;/a&gt; del Comune di Brescia datato ottobre 2008, si legge: «Nel corso dei primi 10 mesi del 2008 è aumentata la raccolta differenziata a Brescia. La percentuale di rifiuti raccolti separatamente sino a ottobre, calcolata con il metodo dell’Osservatorio Provinciale Rifiuti, risulta pari al &lt;strong&gt;39,7%&lt;/strong&gt;». Prendiamo questo valore come dato di partenza. Per stabilire un confronto ne serve un altro, almeno a distanza di un anno. Lo ricaviamo proprio dall’Osservatorio, nel Quaderno relativo al &lt;a href="http://http//www.provincia.brescia.it/portal/pls/portal/docs/1/2934203.PDF"&gt;2009&lt;/a&gt;, da cui si evince che la r.d. a Brescia è al &lt;strong&gt;40,15%&lt;/strong&gt;. Ovvero: in più di un anno il sistema A2A con cassonetti ha registrato un incremento dello &lt;strong&gt;0,4%&lt;/strong&gt; ("zero niente percento", come direbbe la mia docente di chimica). Un risultato strepitoso, non c’è che dire. Soprattutto se confrontato con quello conseguito da Salerno (città della Campania da 130mila abitanti, poco meno di Brescia), che nello stesso periodo ha aumentato del &lt;strong&gt;61%&lt;/strong&gt; la sua r.d., passando al metodo “porta a porta”. Praticamente &lt;strong&gt;152 volte&lt;/strong&gt; Brescia.&lt;br /&gt;Ora, la legge italiana impone ai Comuni di raggiungere il 65% entro il 2012. Un traguardo che, nel caso bresciano, l’inarrestabile incedere di A2A sposterebbe giusto di qualche annetto: mantenendo almeno costante l’avanzamento dello 0,4% all’anno, potremmo riuscire a pagare sanzioni amministrative &lt;strong&gt;soltanto per i prossimi 62 anni&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;In realtà, questa è la parte di verità che fa meno male. Perché il dato relativo all’anno 2008 trasmesso a mezzo stampa dal Comune è parziale. Per ottenere quello assoluto occorre nuovamente affidarsi ai Quaderni prodotti dall’Osservatorio. E questi, nel &lt;a href="http://www.provincia.brescia.it/portal/pls/portal/docs/1/1426206.PDF"&gt;2008&lt;/a&gt;, affibbiano a Brescia una percentuale di r.d. al &lt;strong&gt;40,27%&lt;/strong&gt;. E ricordandoci del dato al 2009 - 40,15% - la domanda sorge spontanea: cosa è accaduto ad una raccolta differenziata che un anno è al 40,15% e l’anno precedente al 40,27%? Esattamente. Non solo non è aumentata, e nemmeno si è fermata, ma addirittura è &lt;strong&gt;diminuita&lt;/strong&gt;. Un altro successo, dunque, per il rinomato "Modello Brescia" che tutto il mondo ci invidia.&lt;br /&gt;È quindi probabile che gli anni in cui saremo costretti a pagare per le inadempienze altrui saranno &lt;strong&gt;un po’ di più&lt;/strong&gt;. Ma la &lt;strong&gt;speranza&lt;/strong&gt; che qualcuno finalmente risorga dal torpore e riconosca il &lt;strong&gt;fallimento&lt;/strong&gt; della gestione dei rifiuti in quel di Brescia, è dura a morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-710250173226445355?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/710250173226445355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=710250173226445355' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/710250173226445355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/710250173226445355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2011/02/brescia-la-matematica-dei-rifiuti-non-e.html' title='Brescia, la matematica dei rifiuti non è sempre un&apos;opinione'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-p5W2mGIE0QU/TWOm_QKz7oI/AAAAAAAAANQ/KT5nkySzN9g/s72-c/Dinoway%2B-%2BModello%2BBS%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-900840048621930786</id><published>2010-11-04T02:27:00.000-07:00</published><updated>2010-11-04T04:32:54.527-07:00</updated><title type='text'>In questo mondo esisto anche io. Posso fare qualcosa?</title><content type='html'>Alcuni lettori - probabile si fingano tali per infondermi un minimo di soddisfazione - mi fanno notare che dovrei aggiornare il mio blog un po' più spesso, concentrando maggiormente in questo spazio le parole che spargo in giro per il web.&lt;br /&gt;Bene. Oggi riprendo un commento. L'ho scritto in seguito alla serata d'accoglienza promossa lo scorso 22 ottobre dal Meetup &lt;em&gt;Amici di Beppe Grillo di Brescia&lt;/em&gt;, gruupo di "sovversivi" che prendono spunto dal comico genovese per parlare di sentimenti, idee, futuro. C'erano molti volti nuovi. Gran parte di questi ha richiesto attenzione per dire qualcosa, farsi ascoltare.&lt;br /&gt;Il contesto è quello di un'attività di volontariato. Ma, sinceramente, credo possa valere in qualsiasi luogo e tempo di questa vita, e per qualsiasi essere umano in cerca di &lt;strong&gt;libertà&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La scorgevamo negli occhi di tutti, nessuno escluso. Quella &lt;strong&gt;luce&lt;/strong&gt;, quei riflessi, è impossibile non riconoscerli. Dopo un po' ci fai l'abitudine. La prima volta che abbiamo avvicinato il Meetup ce l'avevamo tutti, quella luce negli occhi. È l'&lt;strong&gt;insofferenza&lt;/strong&gt;. La rabbia covata in grembo come un cancro. «Non ce la faccio più. &lt;strong&gt;Questo nulla mi sta stuprando l'anima&lt;/strong&gt;». Ti senti nudo, spogliato dei tuoi valori. Offeso, delegittimato, impotente. Violentato. E senza stimoli a reagire. Perchè in quelle stanze, quelle in cui la schiena si &lt;strong&gt;piega&lt;/strong&gt; al potere, il nulla non è solo in chi urla, ma anche in chi gli risponde, e fa eco. La &lt;strong&gt;nausea&lt;/strong&gt; è tremenda, ogni volta che accendi la tv o leggi un giornale. Il tanfo è diventato &lt;strong&gt;ambiente&lt;/strong&gt;. La paura una gabbia dalla quale limitarsi ad osservare. Una finestra sul mondo, ma con le &lt;strong&gt;grate&lt;/strong&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Eppure vorresti solo essere &lt;strong&gt;felice&lt;/strong&gt;. Stare bene, con gli altri e con &lt;strong&gt;te stesso&lt;/strong&gt;. Non chiedi di più. Un motivo per tornare a &lt;strong&gt;sorridere&lt;/strong&gt;, senza pregiudizi, nè timori reverenziali. Vuoi parlare di &lt;strong&gt;idee&lt;/strong&gt;, non di interessi. Vuoi condividere esperienze, non giudicare gli altri. Hai bisogno di &lt;strong&gt;colore&lt;/strong&gt; per guardare al futuro, costruirlo, viverlo fin d'ora. Ecco perchè sei qui. Arrivi perchè senti che è giunto il tuo momento. Il momento di muoversi e fare qualcosa. «Eccomi qui. In questo mondo &lt;strong&gt;esisto anche io&lt;/strong&gt;. Contatemi». Arrivi e la domanda è sempre la stessa. «Cosa posso fare?». Sei nell'istante in cui la tua &lt;strong&gt;sensibilità&lt;/strong&gt; e forza interiore rappresentano un tesoro di inestimabile valore. Un tesoro che illumina &lt;strong&gt;volti semplici&lt;/strong&gt;, voci naturali, gesti spontanei, &lt;strong&gt;umane insicurezze&lt;/strong&gt;. Stai respirando un'atmosfera diversa, in cui la &lt;strong&gt;passione civile&lt;/strong&gt; scorre e ribolle come sangue nelle vene. Ti riavvicini alla vita, forse quella che non hai mai vissuto. Un errore, andarsene se l'attesa è tradita. Tornare e riprovarci è &lt;strong&gt;saggio&lt;/strong&gt;, coraggioso. Solo il tempo e la frequenza ti diranno cosa puoi fare. Ciò che conta è &lt;strong&gt;crederci, ed esserci&lt;/strong&gt;. Sempre.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-900840048621930786?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/900840048621930786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=900840048621930786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/900840048621930786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/900840048621930786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/11/in-questo-mondo-esisto-anche-io-posso.html' title='In questo mondo esisto anche io. Posso fare qualcosa?'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-1786241375105036547</id><published>2010-05-12T16:12:00.000-07:00</published><updated>2010-05-12T16:52:39.916-07:00</updated><title type='text'>Strane concezioni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Claudio Scajola&lt;/strong&gt;, ex Ministro dello Sviluppo Economico che ha da poco scoperto di vivere in un mezzanino da 180 metri quadri con vista sul Colosseo &lt;strong&gt;senza sapere&lt;/strong&gt; chi gliel'abbia pagato, non va a deporre dai giudici perchè «&lt;strong&gt;non ci sono le garanzie&lt;/strong&gt;». Anche &lt;strong&gt;Sandro Bondi&lt;/strong&gt; la pensa così, ma del film di &lt;strong&gt;Sabina Guzzanti&lt;/strong&gt;. «Dileggia l'Italia», condanna. Per il Ministro dei Beni Culturali, quindi, niente Festival di Cannes. La scelta gli ha procurato la richiesta di &lt;strong&gt;dimissioni&lt;/strong&gt; da parte di 100 autori del cinema italiano. Per qualche istante avrà sperato di poter contare sugli apprezzamenti di Jack Lang, ex-ministro della cultura francese, ma l'attuale "emissario speciale" del presidente &lt;strong&gt;Nicolas Sarkozy&lt;/strong&gt; pare abbia ritenuto la decisione di Bondi sintomo di una «&lt;strong&gt;strana concezione&lt;/strong&gt; della libertà». Fra i due mal garantiti, il terzo litiga. Si tratta di &lt;strong&gt;Luca Cordero di Montezemolo&lt;/strong&gt;, che se la prende con le Ferrovie dello Stato per l'ora di ritardo maturata dal suo treno. In più era rosso e non c'era scritto "&lt;strong&gt;Ferrari&lt;/strong&gt;". In tv, invece, si ha l'impressione che ci si possa confrontare senza traumi. Si parla di nucleare. E Chicco Testa dedica a Mario Tozzi un cordiale «&lt;strong&gt;ti spacco la faccia&lt;/strong&gt;». Plaude lo sconfitto &lt;strong&gt;Massimo D'Alema&lt;/strong&gt;, il quale vede il suo candido «vada a &lt;strong&gt;farsi fottere&lt;/strong&gt;» indirizzato al condirettore de &lt;em&gt;Il Giornale&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Alessandro Sallusti&lt;/strong&gt; scalzato dal primo posto della speciale classifica intitolata &lt;em&gt;"La televisione dell'amore"&lt;/em&gt;. E di amore in questa giornata non si può dire che non ce ne sia stato. Come quello di alcuni ragazzi di Vicenza, che arrivano a contestare la rimozione di un'auto in divieto di sosta, perchè il bolide in questione &lt;strong&gt;è di Mario Balotelli&lt;/strong&gt;, giocatore dell'Inter. Intanto prende corpo una nuova leggenda: Michael Jackson &lt;strong&gt;è vivo&lt;/strong&gt;. Ha scritto un articolo per &lt;em&gt;Bresciaoggi&lt;/em&gt;, firmandolo con il &lt;strong&gt;mio nome&lt;/strong&gt;. Credo di avere un po' di &lt;strong&gt;sonno arretrato&lt;/strong&gt;. Ma... vale la pena di andare a vederlo, questo Draquila?&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kWDePoYRhsU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kWDePoYRhsU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-1786241375105036547?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/1786241375105036547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=1786241375105036547' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1786241375105036547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1786241375105036547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/05/strane-concezioni.html' title='Strane concezioni'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-627186688511980813</id><published>2010-05-06T13:13:00.000-07:00</published><updated>2010-05-06T13:53:58.668-07:00</updated><title type='text'>Garatti, tornerò ad "aggiustare uomini" in Afghanistan. Forse</title><content type='html'>Martedì ho assistito alla registrazione della trasmissione &lt;em&gt;"Il gusto del pallone"&lt;/em&gt;, condotto da Marco Bencivenga per &lt;em&gt;Brescia Punto Tv&lt;/em&gt;. Ospite in studio, fra gli altri, &lt;strong&gt;Marco Garatti&lt;/strong&gt;, medico chirurgo di &lt;strong&gt;Emergency&lt;/strong&gt;, arrestato in Afghanistan poco tempo fa sulla base di una slavina di stronzate. Ho scritto un articolo &lt;em&gt;fac-simile&lt;/em&gt;, in attesa di poterne scrivere qualcuno in &lt;strong&gt;carta e ossa&lt;/strong&gt;. Dalla regia mi suggeriscono di condividerlo con te, caro lettore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ps&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Le foto sono opera del sottoscritto, e come tutte le altre presenti in questo blog sono soggette a licenza &lt;em&gt;Creative Commons&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-Mljl7uHYI/AAAAAAAAAMY/9RMN3aC93fw/s1600/Garatti+1.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468255665966161282" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-Mljl7uHYI/AAAAAAAAAMY/9RMN3aC93fw/s320/Garatti+1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MlXT-qDII/AAAAAAAAAMQ/yAFxZksPIs0/s1600/Garatti+2.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468255454988209282" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MlXT-qDII/AAAAAAAAAMQ/yAFxZksPIs0/s320/Garatti+2.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MlLAgNE6I/AAAAAAAAAMI/iZr-jEifw6g/s1600/Garatti+3.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468255243601777570" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MlLAgNE6I/AAAAAAAAAMI/iZr-jEifw6g/s320/Garatti+3.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-Mk5DyymZI/AAAAAAAAAMA/JBYZ4De9N_w/s1600/Garatti+4.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468254935247395218" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-Mk5DyymZI/AAAAAAAAAMA/JBYZ4De9N_w/s320/Garatti+4.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-Mkt6aBmII/AAAAAAAAAL4/O26JjK-98Og/s1600/Garatti+5.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468254743749040258" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-Mkt6aBmII/AAAAAAAAAL4/O26JjK-98Og/s320/Garatti+5.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MkiuTwG5I/AAAAAAAAALw/kiU3YlcNzPs/s1600/Garatti+6.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468254551522941842" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MkiuTwG5I/AAAAAAAAALw/kiU3YlcNzPs/s320/Garatti+6.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MjO4kgqDI/AAAAAAAAALo/n48eROMKjQY/s1600/Garatti+7.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468253111168575538" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MjO4kgqDI/AAAAAAAAALo/n48eROMKjQY/s320/Garatti+7.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MjEcCOPnI/AAAAAAAAALg/1ELpRmtRuWw/s1600/Garatti+8.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468252931709877874" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-MjEcCOPnI/AAAAAAAAALg/1ELpRmtRuWw/s320/Garatti+8.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Garatti, tornerò ad "aggiustare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;uomini" in Afghanistan. Forse&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Adriano Nitto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;5/05/2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;«Papà salva la vita agli esseri umani. Quando non sono &lt;strong&gt;troppo rotti&lt;/strong&gt;». Potrebbe rispondere così, l’&lt;strong&gt;erede&lt;/strong&gt; che presto arriverà ad allietare la famiglia di &lt;strong&gt;Marco Garatti&lt;/strong&gt;, a quanti in futuro chiederanno lumi circa l’attività del padre. Una professione, quella del medico chirurgo in zona di &lt;strong&gt;guerra&lt;/strong&gt; - Sierra Leone, Eritrea e Cambogia alcune fra le sue destinazioni -, che l’esponente di &lt;strong&gt;Emergency&lt;/strong&gt; ha già condensato efficacemente nel duro ed essenziale profilo di sé stesso: “&lt;strong&gt;aggiusto pezzi di uomini&lt;/strong&gt;”. Ma i pezzi che vanno aggiustati, adesso, sono quelli di un puzzle ancora incerto nella sua definizione. Ricostruire quanto accaduto a &lt;strong&gt;Lashkar Gah&lt;/strong&gt;, in Afghanistan, non è semplice.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ieri sera ci hanno provato &lt;strong&gt;Anna Cordini&lt;/strong&gt;, coordinatrice del gruppo &lt;em&gt;Emergency&lt;/em&gt; di Brescia, e &lt;strong&gt;Andrea Bartoli&lt;/strong&gt;, medico e vicepresidente dell’associazione &lt;em&gt;Camper Emergenza&lt;/em&gt;, in occasione di una puntata de &lt;em&gt;“Il gusto del Pallone”&lt;/em&gt;, condotta da &lt;strong&gt;Marco Bencivenga&lt;/strong&gt; su &lt;em&gt;Brescia Punto Tv&lt;/em&gt;. Ospite d’eccezione, il medico bresciano da oltre undici anni in forza alla ONG fondata da &lt;strong&gt;Gino Strada&lt;/strong&gt;. Che dedica sin da principio un elogio alla madre: «è nel volontariato da diverso tempo e dieci anni fa ha capito subito la mia scelta di fare medicina in modo &lt;strong&gt;un po’ diverso&lt;/strong&gt;».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quale sia questo modo “un po’ diverso” è presto detto. «Curo qualcuno senza preoccuparmi di chi egli sia», afferma Garatti, in risposta all’«&lt;strong&gt;imbarbarimento morale&lt;/strong&gt; che negli ultimi anni ci ha portato ad individuare categorie sociali di uomini che &lt;strong&gt;non hanno il diritto di essere curati&lt;/strong&gt;» e a considerare «loro &lt;strong&gt;complice&lt;/strong&gt; chiunque li curi».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’appello è chiaro: «dobbiamo &lt;strong&gt;reagire&lt;/strong&gt;». Ed Emergency lo fa nella maniera più semplice: &lt;strong&gt;curare senza discriminazioni&lt;/strong&gt;. Un approccio etico universale, tuttavia mal visto da chi quella guerra la combatte non con i bisturi, ma con le &lt;strong&gt;armi&lt;/strong&gt;. Governo afghano, Alleanza del Nord e forze internazionali da una parte, talebani dall’altra. Una «guerra terribile, brutale e senza fronte», che vede l’ideologia talebana «fortemente radicata nella cultura e nelle tradizioni afghane». Basti pensare agli «&lt;strong&gt;abusi&lt;/strong&gt; nei confronti delle &lt;strong&gt;donne&lt;/strong&gt;, frequenti anche in zone non controllate dai talebani, bensì dall’Alleanza del Nord, come Kabul o la valle del Panjshir».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il chirurgo bresciano indossa soltanto una &lt;strong&gt;felpa&lt;/strong&gt;. La sensazione è che sia &lt;strong&gt;appena uscito da una sala operatoria&lt;/strong&gt; e tra un intervento e l’altro ci stia concedendo un po’ del suo prezioso tempo. Gli occhi sono quelli di chi ha visto la &lt;strong&gt;morte&lt;/strong&gt; diventare una &lt;strong&gt;compagna di viaggio&lt;/strong&gt; quasi quotidiana. Ma il sincero sorriso che offre è prova che non ne è diventato succube, ed anzi mantiene vivo l’impegno di combattere «&lt;strong&gt;qualsiasi forma di violenza&lt;/strong&gt;», per dirla alla Gino Strada.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo hanno accusato di aver &lt;strong&gt;intascato&lt;/strong&gt; soldi grazie al &lt;strong&gt;rapimento&lt;/strong&gt; del giornalista Daniele Mastrogiacomo, di essere stato responsabile di un attentato suicida, «addirittura di tagliare mani e piedi ai poliziotti afghani». In molti vi hanno visto un risentimento nemmeno tanto velato da parte dei servizi segreti locali nei confronti dell’attività umanitaria - e di mediazione - di Emergency. Con tali premesse, il «fantomatico» &lt;strong&gt;ritrovamento delle armi&lt;/strong&gt; nell’ospedale di Lashkar Gah, era diventato «una cosa secondaria». Un atto che pareva «&lt;strong&gt;pianificato&lt;/strong&gt;» per obiettare ben altro, a detta di Garatti. Quasi «ce l’avessero con noi, con me, forse perché ero il responsabile del progetto di Emergency in Afghanistan». E il pensiero vola al suo ruolo di “&lt;strong&gt;testimone scomodo&lt;/strong&gt;”, che ha sempre denunciato i morti civili provocati sia dai talebani che dall’Alleanza del Nord. «La nostra attività di &lt;strong&gt;testimonianza&lt;/strong&gt; è fondamentale», dichiara, perché «se l’opinione pubblica sa quello che sta succedendo, è possibile che di feriti e morti ce ne siano sempre di meno».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Intanto, fuori da Lashkar Gah, le cose non sono cambiate. Nel Panshjir e a Kabul, «dove quello di Emergency è l’&lt;strong&gt;unico&lt;/strong&gt; ospedale di tutto l’Afghanistan dotato di un reparto di &lt;strong&gt;terapia intensiva&lt;/strong&gt;», l’attività di assistenza sanitaria non è stata interrotta. &lt;strong&gt;Emergency c’è ancora&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I 9 giorni di detenzione Garatti li ha trascorsi in &lt;strong&gt;cella di isolamento&lt;/strong&gt;, così anche gli altri due italiani reclusi (Matteo Pagani e Matteo Dell’Aira). Non ha mai conosciuto i capi di imputazione ufficiali né gli sviluppi del caso. «Non avevo accesso ai media, quindi non ho potuto cogliere le polemiche» sulla posizione del nostro Governo, dice, ed anzi riconosce il «buon lavoro svolto dalla diplomazia italiana», con la quale Emergency ha sempre condiviso - anche se non concordato - la scelta di «non richiedere la liberazione &lt;strong&gt;semplicemente&lt;/strong&gt; perché eravamo italiani, bensì perché &lt;strong&gt;innocenti&lt;/strong&gt;, nel rispetto delle nostre garanzie». &lt;strong&gt;Liberi&lt;/strong&gt; perché &lt;strong&gt;innocenti&lt;/strong&gt;. «E così è stato».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi c’è il ruolo delle istituzioni bresciane. «&lt;strong&gt;Silenti&lt;/strong&gt;», le ha definite Anna Cordini. «Ho scritto una lettera al sindaco Paroli e al Presidente del Consiglio Provinciale», ricorda Bartoli, per condannarne l’inattività e «il silenzio più assoluto fino al giorno della liberazione». Un atteggiamento, secondo Cordini, ben distante dall’&lt;strong&gt;affetto&lt;/strong&gt; e la vicinanza dimostrata dai &lt;strong&gt;cittadini&lt;/strong&gt;, che «hanno risposto in modo eccezionale» alla mobilitazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora è tempo di chiedersi &lt;strong&gt;cosa accadrà&lt;/strong&gt;. Un collaboratore afghano di Emergency presso Lashkar Gah è ancora agli arresti - gli altri cinque sono stati rilasciati -, e l’associazione si è assunta l’onere di &lt;strong&gt;garantire assistenza legale&lt;/strong&gt;. «Abbiamo chiesto che le indagini continuino», prosegue Garatti, «ci sono fascicoli aperti dalle procure di Brescia e Roma per il reato di &lt;strong&gt;calunnia&lt;/strong&gt; nei nostri confronti». E il futuro “padre” Marco Garatti che farà, adesso? «Tornerai in Afghanistan?», gli domanda Bencivenga. «Non lo so», replica, «mi spiacerebbe lasciare l’Afghanistan in questo momento perché vorrebbe dire che tutte le forze di cui abbiamo detto hanno vinto. Sarebbe un po’ una &lt;strong&gt;sconfitta&lt;/strong&gt;». Niente progetti, dunque, «sto soltanto cercando di recuperare un po’da un punto di vista mentale, devo &lt;strong&gt;ricaricarmi&lt;/strong&gt;».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E quale migliore occasione per ricaricarsi, dell’evento organizzato da Emergency di Brescia per venerdì 8 maggio, in onore del chirurgo bresciano? L’appuntamento è presso il Palabrescia a partire dalle ore 21. L’incasso - 10 euro l’ingresso - sarà devoluto ai progetti di Emergency.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-627186688511980813?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/627186688511980813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=627186688511980813' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/627186688511980813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/627186688511980813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/05/garatti-tornero-ad-aggiustare-uomini-in.html' title='Garatti, tornerò ad &quot;aggiustare uomini&quot; in Afghanistan. Forse'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/S-Mljl7uHYI/AAAAAAAAAMY/9RMN3aC93fw/s72-c/Garatti+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-2975443062326540301</id><published>2010-04-27T11:03:00.000-07:00</published><updated>2010-04-27T11:20:01.557-07:00</updated><title type='text'>Non è la Rai - Intervista a Loris Mazzetti</title><content type='html'>Il mio lettore mi perdonerà se non ho ancora pubblicato la bella intervista che &lt;strong&gt;Loris Mazzetti&lt;/strong&gt;, capostruttura di Raitre e collaboratore storico di &lt;strong&gt;Enzo Biagi&lt;/strong&gt; (con il quale ha prodotto la trasmissione d'approfondimento &lt;em&gt;Il Fatto&lt;/em&gt;) mi ha rilasciato. Lo faccio oggi.&lt;br /&gt;Servizio pubblico, rapporto politica-televisione e informazione i temi che abbiamo affrontato assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AZUdX9ye0Tk&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/AZUdX9ye0Tk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/beJeCNNey8M&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/beJeCNNey8M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0u7f-FYUXQU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/0u7f-FYUXQU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KoVXyqKa-l4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/KoVXyqKa-l4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gdpINRBhCa0&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gdpINRBhCa0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mM7WprFEpJU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/mM7WprFEpJU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-2975443062326540301?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/2975443062326540301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=2975443062326540301' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/2975443062326540301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/2975443062326540301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/04/non-e-la-rai-intervista-loris-mazzetti.html' title='Non è la Rai - Intervista a Loris Mazzetti'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-1774419590410253177</id><published>2010-04-26T10:52:00.000-07:00</published><updated>2010-04-26T10:59:53.869-07:00</updated><title type='text'>25 aprile, Brescia e le sue donne cantano la Liberazione</title><content type='html'>Sono tutte &lt;strong&gt;donne&lt;/strong&gt;, quelle che reggono lo striscione sul quale campeggia la scritta &lt;em&gt;“Vogliamo ancora essere di sana e robusta Costituzione”&lt;/em&gt;, nel corteo di uomini, divise, pennacchi, stendardi e gonfaloni che si muove a depositare le corone in prossimità dei monumenti ai Caduti. E &lt;strong&gt;donna&lt;/strong&gt; è l’autrice dell’intervento più intenso ed emozionante di questo 25 aprile.&lt;br /&gt;È &lt;strong&gt;Agape Nulli&lt;/strong&gt;, staffetta partigiana delle &lt;em&gt;Fiamme Verdi&lt;/em&gt;, donna coraggiosa che il tempo pare aver reso immortale, nella dignità che traspare dalla sua voce fiera e colma d’orgoglio. «Ricordo a tutte le &lt;em&gt;“ragazze”&lt;/em&gt; di questa piazza, con i capelli bianchi e neri, che &lt;strong&gt;c’eravamo anche noi&lt;/strong&gt;. Senza di noi non ci sarebbe stata la Resistenza», incita dal palco allestito in Piazza Loggia, luogo cittadino per eccellenza deputato alla conservazione della memoria. «Dieci donne per ogni partigiano, che correvano per portare armi, rifornimenti, cibo, medicinali», aggiunge, con la quiete e la fermezza di chi ha vissuto gli orrori più inenarrabili e li ha fatti propri per una missione di conoscenza. Diffonde la testimonianza del partigiano detto “Poldo”, che in una lettera a sua madre le comunicava che dalle montagne «presto verremo giù, mamma, e &lt;strong&gt;vedrai che uomini giusti saremo&lt;/strong&gt;». Non ha fatto in tempo, è stato fucilato a Montirone, come tanti altri che «con commovente ed intensa umanità hanno affrontato la morte, con un &lt;strong&gt;coraggio&lt;/strong&gt; che ha più significato di qualsiasi lezione di storia». Dichiara che «sulle tessere delle &lt;em&gt;Fiamme Verdi&lt;/em&gt; abbiamo scritto le parole &lt;strong&gt;Libertà&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Responsabilità&lt;/strong&gt;», per celebrare il grande gesto di disinteresse e generosità compiuto dai partigiani nel rifiutare il potere conquistato in seguito alla Liberazione. «Non è arrendersi, ma cedere con lealtà quel &lt;strong&gt;potere&lt;/strong&gt; che oggi tiene ancorati alle poltrone». Nel lungo applauso che segue pare svanire anche la polemica accennata dalla manifestazione separata indetta da COBAS, Rifondazione Comunista, Rete Antifascista, associazione Diritti per Tutti e altre realtà locali. Ed è proprio l’assenza di contestazioni, quest’anno, a conferire alla Festa la sua giusta dimensione di libertà egualitaria. Chiarezza ed efficacia vanno riconosciute anche al discorso del Sindaco Adriano Paroli, che ha riscosso unanimi consensi e lieta approvazione. Parole, le sue, espresse «in tempi di grave crisi economica» e dedicate alla vicinanza del 25 aprile ad un’altra importante ricorrenza. «Due sono le commemorazioni che oggi costituiscono il nostro essere cittadini: il Giorno della Liberazione e la Giornata dei &lt;strong&gt;Lavoratori&lt;/strong&gt;». Il riferimento è più che mai esplicito: la Liberazione, nella «ritrovata libertà e centralità del lavoro», è evocata nel primo articolo della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita &lt;em&gt;“L’italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Altro acclamato protagonista è stato l’On. &lt;strong&gt;Fabiano De Zan&lt;/strong&gt;, anch’egli partigiano, che ha consegnato ai cittadini un’orazione civile densa di fiera emozione, condivisa ampiamente da &lt;strong&gt;Manlio Milani&lt;/strong&gt;, presidente dell’Associazione familiari vittime della Strage. Preoccupato del rischio, oggi, che «la commemorazione diventi un rito obbligato, sbiadito, sfocato», il senatore ha invitato a non scadere nella retorica, a «non dimenticare l’abisso e l’abiezione, il tributo dei sacrifici umani e l’eredità tramandata dalle lettere dei condannati a morte», nelle cui parole «non riecheggia mai la vendetta, ma ricorre sempre il &lt;strong&gt;perdono&lt;/strong&gt;». La Resistenza, ha proseguito, è stata una «rivolta morale dal carattere patriottico e nazionale, e non un cambio opportunistico di campo. Un atto di accusa perenne &lt;strong&gt;contro tutte le forme di violenza&lt;/strong&gt;, e solo grazie ad essa abbiamo conquistato il diritto di chiamarci Italiani». La Costituzione della Repubblica ne «è il frutto più maturo», asserisce, richiamandone l’esclusività nelle parole di un grande padre costituente, Piero Calamandrei: «Questa non è una carta morta: questo è un &lt;strong&gt;testamento&lt;/strong&gt;, il testamento di 100.000 morti». La Costituzione come dottrina di saggezza e moralità, dunque, che all’art.11 esprime «il rifiuto pregiudiziale della guerra, e lo fa con una nettezza che non ha riscontro con le altre Costituzioni europee». È quindi «con orgoglio», conclude, «che diciamo: chi ha compiuto 65 anni non ha mai conosciuto guerre». Perché «La grandezza della Patria non si misura dall’estensione dei suoi confini, ma dal grado di lealtà e giustizia che sa trasmettere».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lino Pedroni&lt;/strong&gt;, presidente provinciale dell’ANPI, prima di chiudere con l’appassionato canto corale del brano &lt;em&gt;“Bella ciao”&lt;/em&gt;, ha invitato tutti ad assolvere il compito più importante, «tramandare il senso del sacrificio ai &lt;strong&gt;giovani&lt;/strong&gt; e far capire che la libertà è un valore importante».&lt;br /&gt;Nel Giorno della Liberazione, gli scontri dell’anno scorso sembrano un ricordo, distanti dalla pacifica accoglienza vista ieri. C’era solo Brescia, con i suoi cittadini, che ha saputo rispondere egregiamente all’appello del Presidente Napolitano: «&lt;strong&gt;Unità&lt;/strong&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-1774419590410253177?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/1774419590410253177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=1774419590410253177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1774419590410253177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1774419590410253177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/04/25-aprile-brescia-e-le-sue-donne.html' title='25 aprile, Brescia e le sue donne cantano la Liberazione'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-1638748677831940315</id><published>2010-03-30T09:24:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T09:29:44.502-07:00</updated><title type='text'>Scende la notte, brillano le stelle</title><content type='html'>L’&lt;strong&gt;astensionismo&lt;/strong&gt; da record è un trauma difficile da somatizzare. Fa male e fa &lt;strong&gt;paura&lt;/strong&gt;. È il disprezzo, urlato nel silenzio, per una classe politica vuota, che non ha più &lt;strong&gt;niente da dare&lt;/strong&gt;, valori da insegnare, idee da proporre, futuro da costruire. È il disgusto per una materia organica in &lt;strong&gt;decomposizione&lt;/strong&gt;, terreno fertile per &lt;strong&gt;mafie predatrici&lt;/strong&gt;. È il fallimento di una e più generazioni, incapaci di umiltà, ancorate a ideologie che frenano idee e passioni, e restie ad assumersi la responsabilità dei propri errori. Per questo, il silenzio di un terzo dell'elettorato è un argomento da evitare. E in Italia è facile evitarlo. La soluzione è a portata di mano. L’innata battaglia tra “Destra” e “Sinistra” - efficace prodotto multiforme venduto al Paese dal &lt;strong&gt;piazzista&lt;/strong&gt; di Arcore - è la scusa migliore per parlar d’altro. Quindi a sinistra ci si può &lt;strong&gt;indignare&lt;/strong&gt; nei confronti di chi ha votato i ragazzi di Grillo “togliendo voti” al PD ed impedendogli di sconfiggere il “mostro” berlusconista di turno, ben sapendo che quegli stessi elettori non avrebbero &lt;strong&gt;mai&lt;/strong&gt; alzato il culo da una sedia per uscire di casa e andare a votare PD, un partito che un giorno sì e l’altro pure elogia Craxi e sodomizza Berlinguer. A destra, invece, il PDL all’&lt;strong&gt;uranio impoverito&lt;/strong&gt; di Fini regge solo per chi vuole illudersi. Regge l’onda d’urto di un PD miracolosamente ritrovatosi? No di certo, perché il vento di tempesta proviene dal suo principale &lt;strong&gt;alleato&lt;/strong&gt;: rispetto al 2005, lo tsunami Lega &lt;strong&gt;raddoppia&lt;/strong&gt; (si legga bene: raddoppia) i suoi elettori in Piemonte, Lombardia e Veneto, diventando in quest’ultima Regione il primo partito di riferimento. E proprio a &lt;strong&gt;Brescia&lt;/strong&gt; si raggiunge il roboante primato: Renzo Bossi detto “Il trota”, figlio del Senatùr Umberto, due tonfi prima di passare l’esame di maturità al terzo tentativo, è &lt;strong&gt;il più votato&lt;/strong&gt;. Risultato: si passa dal ko tecnico per 11-2 inflitto dal centrosinistra (quale sinistra?) al centrodestra (quale destra?) cinque anni fa al 7-6 maturato ieri. Un &lt;strong&gt;successo&lt;/strong&gt;. Per il centrodestra (quale...?), chiaro.&lt;br /&gt;Ovviamente a vincere non sono stati i temi, le proposte, i contenuti, i valori, ai quali non è stato riservato alcuno spazio in questa inesistente campagna elettorale. Il vero trionfatore si conosceva da tempo: l’&lt;strong&gt;insofferenza &lt;/strong&gt;crescente degl’italiani. Che da una parte si è manifestata nel non andare a votare e dall’altra è stata sequestrata dalla &lt;strong&gt;strategia comunicativa&lt;/strong&gt; e mediatica di un partito popolare - la Lega Nord - che ha saputo negli anni &lt;strong&gt;sostituirsi&lt;/strong&gt; al vecchio Partito Comunista e perfino superare in maestria un imbonitore d’alta classe qual è Berlusconi. Come? Dosando sapientemente 1) le comparsate in tv, nei telegiornali e nei salotti televisivi, e 2) i presìdi nelle piazze e nelle fabbriche anche e soprattutto in periodi &lt;strong&gt;lontani&lt;/strong&gt; dalle elezioni, intercettando così i malumori, fomentando le intolleranze, instillando nei cittadini la velata sensazione che il partito fosse (e sia) loro “vicino”. Ma per quanto nell’ignoranza possa fare breccia, la &lt;strong&gt;caccia al clandestino&lt;/strong&gt; non sembra uno stimolo sufficiente a risollevare un Paese mai così a pezzi.&lt;br /&gt;Intanto, le &lt;strong&gt;mafie&lt;/strong&gt; si fregano le mani per gli importanti risultati maturati. «Ci siamo anche noi», sembrano sussurrare, sorridendo, dalle tribune bipartisan campane e calabresi. E fra i due litiganti che ogni due per tre si ritrovano d’amore e d’accordo, mentre Nichi Vendola al sud &lt;strong&gt;bussa&lt;/strong&gt; alla porta del PD come al nord la Lega a quella del PDL e tutta Italia (quale Italia?) rimane con il fiato sospeso a seguire il testa a testa fra Emma Bonino e il &lt;strong&gt;Vaticano&lt;/strong&gt;, la sorpresa arriva dal cielo di una notte di fine marzo. Le &lt;strong&gt;cinque stelle&lt;/strong&gt; del Movimento lanciato da Beppe Grillo raccolgono consensi in tutti i collegi regionali in cui sono state presentate, fino a sfondare il 7% in Emilia Romagna. Il tutto con campagne elettorali finanziate con raccolte fondi, promosse da volontari con tanto di programma elettorale e oscurate da televisioni e giornali.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scende la notte, brillano le stelle&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-1638748677831940315?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/1638748677831940315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=1638748677831940315' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1638748677831940315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1638748677831940315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/03/scende-la-notte-brillano-le-stelle.html' title='Scende la notte, brillano le stelle'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-3205053879320586992</id><published>2010-03-03T01:25:00.000-08:00</published><updated>2010-03-03T01:40:16.886-08:00</updated><title type='text'>La strategia Rifiuti Zero - Intervista a Paul Connett</title><content type='html'>Pubblico l'intervento sulla strategia &lt;strong&gt;Rifiuti Zero&lt;/strong&gt; del Prof. &lt;strong&gt;Paul Connett&lt;/strong&gt;, docente emerito di chimica ambientale presso la St. Lawrence University di New York, ripreso dinnanzi all'inceneritore di Brescia.&lt;br /&gt;Il mio lettore è consapevole del fatto che non so più chi devo ringraziare per avermi concesso la possibilità di conoscere questo straordinario essere umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Prima parte&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ite4DZnEn_I&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Ite4DZnEn_I&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;Seconda parte&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GsTFCTG8cMc&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/GsTFCTG8cMc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-3205053879320586992?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/3205053879320586992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=3205053879320586992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3205053879320586992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3205053879320586992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/03/la-strategia-rifiuti-zero-intervista.html' title='La strategia Rifiuti Zero - Intervista a Paul Connett'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-7369798718074431176</id><published>2010-02-24T15:49:00.000-08:00</published><updated>2010-02-24T15:53:23.680-08:00</updated><title type='text'>E addormentarmi, con il suo sapore sulle labbra</title><content type='html'>Quando ti svegli la &lt;strong&gt;mattina&lt;/strong&gt; e non pensi ad altro che a lei, e la &lt;strong&gt;sera&lt;/strong&gt; vai a letto con lo stesso pensiero, beh... c'è poco da fare. Sei suo, e di nessun'altra. Ogni cosa, attorno, si muove nel &lt;strong&gt;ricordo&lt;/strong&gt; dell'ultimo bacio. E nella &lt;strong&gt;speranza&lt;/strong&gt; che il prossimo venga prima di adesso. La &lt;strong&gt;vedi&lt;/strong&gt; negli occhi delle persone, l’&lt;strong&gt;ascolti&lt;/strong&gt; nelle loro voci, la percepisci accanto a te negl'istanti di solitudine, la &lt;strong&gt;respiri&lt;/strong&gt; mentre cammini per strada in una giornata di sole. La porti con te, nel cuore, &lt;strong&gt;ovunque sei&lt;/strong&gt;. A quel punto, oltre al sangue, nelle vene ti &lt;strong&gt;scorre anche lei&lt;/strong&gt;. Ti è dentro, l’anima tua è divisa a metà, una appartiene a quella &lt;strong&gt;meravigliosa creatura&lt;/strong&gt;. Poi, quando l’avvicini dopo un’&lt;strong&gt;interminabile&lt;/strong&gt; attesa e forzata distanza, e l’abbracci, la stringi forte a te, e la tempesti di &lt;strong&gt;baci&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;carezze&lt;/strong&gt;, e il suo profumo ti inebria &lt;strong&gt;muscoli&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;neuroni&lt;/strong&gt;, il senso di leggerezza che provi è così intenso e placido che arrivi a pensare «ecco, prima di andarmene per sempre da questa terra, &lt;strong&gt;l’ultima cosa che voglio fare in vita è baciarla&lt;/strong&gt;». E addormentarmi, con il suo sapore sulle labbra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-7369798718074431176?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/7369798718074431176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=7369798718074431176' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7369798718074431176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7369798718074431176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/02/e-addormentarmi-con-il-suo-sapore-sulle.html' title='E addormentarmi, con il suo sapore sulle labbra'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-1925765865698478404</id><published>2010-01-22T04:12:00.000-08:00</published><updated>2010-01-22T04:21:46.424-08:00</updated><title type='text'>Via Craxi a Brescia? No, grazie. A quando Piazza Borsellino?</title><content type='html'>Ho scritto per il Meetup una lettera &lt;em&gt;"al Direttore"&lt;/em&gt;, in merito alla proposta di dedicare una via a &lt;strong&gt;Bettino Craxi&lt;/strong&gt;. La condivido con te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Egregio Direttore,&lt;br /&gt;in questi tempi di incontenibile entusiasmo e &lt;strong&gt;struggenti&lt;/strong&gt; ricordi, pare che qualcuno abbia suggerito di &lt;strong&gt;dedicare una via&lt;/strong&gt; della nostra città a Bettino Craxi, come già avvenuto di recente a Milano. Ci permettiamo di condividere con Lei alcune riflessioni e una &lt;strong&gt;contro-proposta&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Per trovare una via intitolata al giudice &lt;strong&gt;Paolo Borsellino&lt;/strong&gt;, fatto saltare in aria dalla mafia con la scorta a Palermo il 19 luglio 1992, bisogna arrivare fino a Castenedolo, o Roncadelle, oppure ad Esine, in provincia di Brescia. In città non ve ne è traccia.&lt;br /&gt;A Brescia evidentemente non c'è interesse a ricordare certi eroi. Meglio dare spazio ad altri ben più eroici soggetti. Come all’ex leader socialista, appunto, scomparso da &lt;strong&gt;latitante&lt;/strong&gt; e con due condanne definitive per &lt;strong&gt;corruzione&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;finanziamento illecito&lt;/strong&gt;, e protagonista recentemente di una sfiancante rivisitazione storica, nel decennale della morte, con tanto di impegno civile da parte del Capo dello Stato.&lt;br /&gt;Dopo Milano, poteva dunque qualcuno esimersi dal proporre di intitolargli una via anche a Brescia? Certo che no. E “&lt;strong&gt;NO&lt;/strong&gt;” è la risposta che rivolgiamo a questa proposta. Le ragioni sono molto semplici e gliele illustriamo in due punti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1°&lt;/strong&gt;. Si potrà anche affermare che Craxi qualcosa di buono per il Paese l'ha fatto. Tuttavia, la "Storia" alla quale ci si rifà spesso con così tanta veemenza per riabilitare i mascalzoni, ci comunica che nel biennio '92-'93 l'Italia affondò in un oceano di corruzione e di interessi privati tali da determinare una devastazione politica senza precedenti. La Storia, infatti, usa indicare quel periodo come una sorta di spartiacque, fra le cosiddette Prima e Seconda Repubblica. E pensare che la Prima Repubblica era riuscita a passarle &lt;strong&gt;indenne&lt;/strong&gt; tutte: Guerra Fredda, Gladio, P2, il ’68, le stragi del terrorismo. Ma &lt;strong&gt;Tangentopoli no&lt;/strong&gt;, l’onda d’urto delle mazzette fu troppo dirompente. La Storia ci dice che allora il rapporto debito-pil raggiunse livelli sconvolgenti: nel 1980 è al 60%, nel 1983 è al 70%, nel 1983-'87 (governo Craxi) raggiunge il 92%, fino ad arrivare al 118% nel 1992. L'Italia finì sul lastrico. La Storia ricorda il 16 settembre 1992 come il "&lt;strong&gt;mercoledì nero&lt;/strong&gt;" della lira, che fu costretta ad uscire dal Sistema monetario europeo. Non c'erano i soldi per pagare i dipendenti pubblici. Il Governo Amato varò a fine anno &lt;strong&gt;una legge finanziaria da 92mila miliardi&lt;/strong&gt;, di sole tasse. Non bastò neanche questo per risollevarci, tant'è che subito dopo arrivò il &lt;strong&gt;prelievo forzato&lt;/strong&gt; del 6 per mille di tutti i conti in banca dei risparmiatori.&lt;br /&gt;Questa è l'eredità che Craxi e tantissimi altri protagonisti della vita politica di allora ci hanno lasciato, prima di essere condannati, prescritti o di aver lasciato il Paese in fuga per non farsi giudicare. Ciò si tradusse nella più grande devastazione politica, culturale e sociale che l'Italia abbia mai subìto nel dopoguerra.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2°&lt;/strong&gt;. I luoghi pubblici sono come &lt;strong&gt;le leggi&lt;/strong&gt;. Sono "astratti", ovvero devono potersi rivolgere ed appartenere a chiunque, a tutti i cittadini senza distinzione di colore politico, ideologia o altro motivo discriminante. Devono, per la cura e l'estetica, per il valore condiviso che rappresentano e per i connotati storici di cui sono sani portatori, poter rendere fieri i cittadini di risiedere e muoversi nella propria città. Intitolare una via di Brescia (o altro luogo pubblico) a Craxi significherebbe indurre gran parte della cittadinanza bresciana a vivere la propria città con &lt;strong&gt;il cuore trafitto da una lancia&lt;/strong&gt;. Perché quella parte della cittadinanza ha ancora ben chiaro, nella propria memoria, il desolante scempio che si fece della Prima Repubblica, e che oggi vede in Craxi non il massimo capro espiatorio e sommo colpevole, bensì un suo "semplice" &lt;strong&gt;corresponsabile&lt;/strong&gt;, alla pari di tutti coloro (oltre &lt;strong&gt;1.300 fra condanne e patteggiamenti&lt;/strong&gt;, con assoluzioni nel merito per non più del &lt;strong&gt;5%&lt;/strong&gt;) che senza ritegno fecero un tale riprovevole abuso del bene pubblico e della rispettabilità internazionale del nostro Paese.&lt;br /&gt;Alla luce di queste non troppo banali considerazioni, ci permettiamo di consegnare anche la nostra, di proposta: &lt;strong&gt;non intitolare&lt;/strong&gt; alcuna via o piazza né luogo pubblico di qualsivoglia genere della città a Bettino Craxi. Né ora, né mai. La dedica, piuttosto, riserviamola a Paolo Borsellino. A nostro parere, e non solo, &lt;strong&gt;la merita da 18 anni&lt;/strong&gt;. Come tanti altri veri eroi del suo rango.&lt;br /&gt;Cordiali saluti,&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-1925765865698478404?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/1925765865698478404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=1925765865698478404' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1925765865698478404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1925765865698478404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2010/01/via-craxi-brescia-no-grazie-quando.html' title='Via Craxi a Brescia? No, grazie. A quando Piazza Borsellino?'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-4382728929926313961</id><published>2009-12-30T06:43:00.000-08:00</published><updated>2009-12-30T06:57:32.799-08:00</updated><title type='text'>Auguri per un felice anno nuovo</title><content type='html'>Ho scritto un testo per gli auguri di buon anno che il Meetup rivolge agli amici.&lt;br /&gt;Lo condivido e lo dedico al mio lettore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cari amici,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;è estremamente difficile far capire quanto sia meraviglioso inventare e promuovere iniziative senza uno straccio di stipendio ma per pura e semplice &lt;strong&gt;passione civile&lt;/strong&gt;, sperimentare nuove esperienze per &lt;strong&gt;migliorarci&lt;/strong&gt; ancora e ancora, confrontarci ed accogliere critiche e valutazioni per correggere gli eventuali &lt;strong&gt;errori&lt;/strong&gt;, ampliare la nostra &lt;strong&gt;consapevolezza&lt;/strong&gt; senza fermarci alla prima superficie ma scavando sempre più a fondo, conoscere le straordinarie storie di vita e sensibilità delle persone che si avvicinano al &lt;strong&gt;percorso &lt;a href="http://beppegrillo.meetup.com/55/boards"&gt;Meetup&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Sarebbe come spiegare i colori dell'arcobaleno ad un non vedente dalla nascita. Ci proviamo, ma i nostri sono racconti e parole che lasciano il tempo che trovano. Il modo migliore per comprendere questa realtà è &lt;strong&gt;partecipare&lt;/strong&gt;. Provarci, e se non piace, provarci ancora. Ascoltare le voci ed osservare i volti di chi c'è e ha messo da parte l'indignazione per far spazio alla &lt;strong&gt;speranza&lt;/strong&gt; e all'&lt;strong&gt;azione&lt;/strong&gt;, è l'unica via per vivere il Meetup con l'intensità che merita.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il 2009 ci ha visto &lt;/em&gt;&lt;a href="http://beppegrillo.meetup.com/55/pages/Diario" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;maturare&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; oltre ogni attesa. Il risultato più edificante è il senso di vivace &lt;strong&gt;solidarietà&lt;/strong&gt; trasmesso dal Meetup, che contagia chiunque ne venga a contatto e fa comprendere quanto il contributo di ognuno sia fondamentale, in qualsiasi misura di tempo e disponibilità. A marzo abbiamo conosciuto &lt;strong&gt;Pino Masciari&lt;/strong&gt;, testimone di giustizia che assieme alla propria famiglia rischia la vita per aver denunciato la mafia calabrese. A giugno è nata Emma. Nello stesso giorno nasceva anche &lt;strong&gt;FAQ&lt;/strong&gt;, il non-periodico d'informazione del gruppo. Primo caso di parto gemellare Meetup a distanza. La strategia &lt;strong&gt;Rifiuti Zero&lt;/strong&gt; è stata approfondita al punto che a presentarla in conferenza con tanto di slides sono direttamente i ragazzi del gruppo. Il virus &lt;strong&gt;Linux&lt;/strong&gt; ha invaso diverse scuole della provincia, altre stanno alzando la testa. &lt;strong&gt;Marco Travaglio&lt;/strong&gt; ha richiamato a sè quasi 1.500 persone, nell'incontro promosso a giugno. A dicembre ci ha raggiunto &lt;strong&gt;Gioacchino Genchi&lt;/strong&gt;, ex consulente informatico del giudice Giovanni Falcone. Poi è stata la volta del convegno sul &lt;strong&gt;risparmio energetico&lt;/strong&gt; e le &lt;strong&gt;energie rinnovabili&lt;/strong&gt;, straordinario momento di informazione. E pochi giorni fa, assieme ai comitati ambientalisti locali, abbiamo depositato il &lt;strong&gt;ricorso al TAR&lt;/strong&gt; contro la riqualificazione della centrale di Lamarmora, grazie anche all'importantissimo contributo di quanti hanno finanziato la causa attraverso il Meetup. A tutti loro un abbraccio infinito.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quest'anno si chiude con le immagini della protesta iraniana soppressa nel &lt;strong&gt;sangue&lt;/strong&gt;, degli studenti italiani in corteo picchiati a suon di &lt;strong&gt;manganelli&lt;/strong&gt;, dei lavoratori cassaintegrati &lt;strong&gt;sui tetti&lt;/strong&gt; delle fabbriche la vigilia di Natale, dei ricercatori &lt;strong&gt;precari&lt;/strong&gt; senza il becco di un quattrino, dell'avvìo dei lavori per il &lt;strong&gt;ponte&lt;/strong&gt; sullo Stretto e per le centrali &lt;strong&gt;nucleari&lt;/strong&gt;, del TG1 targato &lt;strong&gt;Minzolini&lt;/strong&gt; che riesce perfino a far rimpiangere il TG4 di Emilio Fede, del Comune di Trenzano (BS) che delibera il &lt;strong&gt;divieto di costruire moschee&lt;/strong&gt; e luoghi di culto islamici sul proprio territorio, del sindaco di Milano Letizia Moratti che annuncia di voler dedicare una via della città al latitante Bettino &lt;strong&gt;Craxi&lt;/strong&gt;, dei sondaggi che chiedono ai lettori di esprimersi sul nodo cruciale della politica italiana "è meglio andare con una &lt;strong&gt;escort&lt;/strong&gt; o folleggiare con un &lt;strong&gt;trans&lt;/strong&gt;?", del riabilitato "Partito dell'Amore" che giudica &lt;strong&gt;coglione&lt;/strong&gt; chi vota per altri, augura a certa parte politica di andare a &lt;strong&gt;morire ammazzata&lt;/strong&gt;, nega l'arresto di un sottosegretario in odore di &lt;strong&gt;camorra&lt;/strong&gt;, si &lt;strong&gt;pulisce il culo&lt;/strong&gt; con il tricolore e ha per le Istituzioni un rispetto tanto incontenibile da sconfinare nella &lt;strong&gt;Monarchia Aziendale&lt;/strong&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma si chiude anche e soprattutto con le immagini dei &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.associazioneeva.org/media/Pannolino_Amico/Brochure%20pannolino%20amico.pdf" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;pannolini lavabili&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; che le neo-mamme di Concesio ed altri Comuni della provincia bresciana possono adoperare per &lt;strong&gt;ridurre i rifiuti prodotti&lt;/strong&gt; e risparmiare rispetto alle confezioni usa e getta. In un Paese in cui "fare politica" equivale a commentare il verbo che Silvio Berlusconi e i suoi compagni di merende proferiscono quotidianamente, questa notizia è una boccata d'ossigeno. Ci fa capire che il Paese è &lt;strong&gt;fermo&lt;/strong&gt;, intento a &lt;strong&gt;discutere del nulla&lt;/strong&gt;, mentre la metastasi indotta dalla criminalità istituzionalizzata lo consuma lentamente, da dentro. Quella notizia, al confronto, è &lt;strong&gt;aria pura&lt;/strong&gt; e leggera. Ci fa &lt;strong&gt;stare bene&lt;/strong&gt;. Ci fa pensare ai &lt;strong&gt;bambini&lt;/strong&gt;, che rappresentano il nostro &lt;strong&gt;futuro&lt;/strong&gt;, e alla responabilità che oggi abbiamo nei loro confronti e verso il mondo in cui viviamo. In loro risplende la nostra speranza, la voglia di &lt;strong&gt;cambiare&lt;/strong&gt; ed essere protagonisti consapevoli e responsabili del cambiamento, quel "&lt;strong&gt;fresco profumo di libertà&lt;/strong&gt;" che il giudice Paolo Borsellino evocava poco prima di lasciarci per sempre.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il primo augurio di &lt;strong&gt;buon anno&lt;/strong&gt; lo dedichiamo a quelle mamme e ai loro bimbi appena nati.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il secondo a noi stessi, affinchè si abbia la forza di &lt;strong&gt;proteggere&lt;/strong&gt; quelle nuove generazioni da chi oggi detiene il potere, all'ombra del compromesso e dell'interesse.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il terzo è per chi lotta ogni giorno per &lt;strong&gt;fare rete&lt;/strong&gt;, informare, coinvolgere, difendere la libertà di scelta, con passione ed &lt;strong&gt;umiltà&lt;/strong&gt;, senza mollare alle prime avversità, senza cedere l'ultimo granello di &lt;strong&gt;dignità&lt;/strong&gt; che gli rimane, perchè ha nel cuore la certezza che quanto sta realizzando oggi sarà determinante per chi arriverà domani.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Crederci ed esserci, sempre. Meetup!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;em&gt;Adrian was there&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-4382728929926313961?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/4382728929926313961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=4382728929926313961' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/4382728929926313961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/4382728929926313961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/12/auguri-per-un-felice-anno-nuovo.html' title='Auguri per un felice anno nuovo'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-3994623740023457240</id><published>2009-10-25T10:15:00.000-07:00</published><updated>2009-10-25T10:21:50.392-07:00</updated><title type='text'>Istituzione, non per gioco</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Punto primo&lt;/strong&gt;: ciò che si fa nella propria vita privata è giusto che rimanga tale, privato, e ciò per qualsiasi uomo su questa Terra. Esiste una dimensione nella quale nessuno potrà mai entrare, oltre te. E' quello spazio della nostra anima, e di riflesso nella quotidianità, nel quale nessun altro avrà mai accesso.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Punto secondo&lt;/strong&gt;: se sei un uomo che riveste un ruolo istituzionale, la tua privacy sarà necessariamente soggetta a restrizioni. Dovrai essere l'esempio, ed in quanto tale la tua esistenza dovrà essere esemplare, verificabile in ogni istante. La verità sopra ogni cosa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Punto terzo&lt;/strong&gt;: se oggi ti appartiene, quel ruolo istituzionale ti è stato riservato in precedenza da altri. Gli elettori ti hanno concesso fiducia sulla base del modello - personale e professionale - da te proposto, che hanno percepito ed approvato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Punto quarto&lt;/strong&gt;: mentire non è degno di un'Istituzione. La menzogna, per definizione, è ricattabile. Il ricatto deve essere mantenuto fuori da qualsiasi vincolo istituzionale, onde delegittimarne impegno, obiettivi, valori.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Punto quinto&lt;/strong&gt;: se rappresenti un'Istituzione e hai mentito, l'unica strada è andarsene, e senza "autosospensioni". La tua condotta non è più esemplare. E il fondamentale rapporto di fiducia elettore-eletto, quello che è alla base di qualsiasi democrazia, è venuto meno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Punto sesto&lt;/strong&gt;: potrai sempre tornare, certo. Ma gli elettori, quando tornerannno a scegliere te od un altro, avranno una consapevolezza diversa. Sapranno che hai mentito. E qualcuno, fra loro, penserà che potrebbe accadere di nuovo. Qualcun altro, forse, saprà offrirti una seconda possibilità. Altri anche una terza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Piero Marrazzo&lt;/strong&gt;, ex Governatore della Regione Lazio, ha visto la sua vita &lt;strong&gt;devastata&lt;/strong&gt; a causa di una relazione extraconiugale con un &lt;strong&gt;transessuale&lt;/strong&gt;. Pare sia distrutto, fisicamente e mentalmente. Vuole "&lt;strong&gt;sparire&lt;/strong&gt;". Un atteggiamento che nell'Italia di oggi sembra quasi &lt;strong&gt;innaturale&lt;/strong&gt;. Eppure dovrebbe essere la consuetudine. La naturale conseguenza al &lt;strong&gt;tradimento del proprio mandato&lt;/strong&gt;. Una decisione che anche altri dovrebbero prendere, o avrebbero già dovuto prendere da tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_25/marrazzo_pianto_figlia_2913ce06-c134-11de-b4fa-00144f02aabc.shtml"&gt;LA GIORNATA DI MARRAZZO: Prostrato, barba lunga e occhiaie profonde&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il colloquio e il pianto con la famiglia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_25/marrazzo_pianto_figlia_2913ce06-c134-11de-b4fa-00144f02aabc.shtml"&gt;&lt;strong&gt;«Basta, adesso voglio sparire»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il governatore: lascio, pago la mia debolezza&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-3994623740023457240?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/3994623740023457240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=3994623740023457240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3994623740023457240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3994623740023457240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/10/istituzione-non-per-gioco.html' title='Istituzione, non per gioco'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-7252210424493598987</id><published>2009-09-24T17:46:00.000-07:00</published><updated>2009-09-24T17:53:37.642-07:00</updated><title type='text'>Sono Partito Democratico e non sono mai arrivato</title><content type='html'>Dal &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_24/dalema-governo_375def78-a933-11de-aaa2-00144f02aabc.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'esponente del PD a Buonconvento in provincia di Siena&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;D'Alema: «Governo è inadeguato»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per l'ex ministro degli Esteri «non è vero che l'opinione pubblica italiana sta con lui. Il Paese è diviso»&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;SIENA - «&lt;strong&gt;La guida politica del paese è inadeguata&lt;/strong&gt;. Non è vero che l'opinione pubblica italiana sta con lui». Massimo D'Alema dal palco di Buonconvento, in provincia di Siena, dove si è tenuto un dibattito « Ribelli di oggi e di ieri: c'è ancora voglia di cambiare il mondo?», spiega anche che sta vivendo un momento di incertezza. «La verità è che il nostro paese è profondamente diviso».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;LE ELEZIONI - E arrivo subito l'esempio. «Alle ultime elezioni politiche un terzo degli italiani non ha votato - ha spiegato l'ex premier - e i due terzi che hanno votato si sono divisi: il 45% con il partito che è al governo, il 55% con le forze politiche sono all'opposizione. Quindi è il caso di dire che semmai un italiano su tre sta con lui -ha aggiunto senza mai nominare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi- e gli altri due su tre sono genericamente contro di lui».&lt;br /&gt;LAICITA' - Subito dopo passa a parlare del Pd. «Un partito come il nostro deve essere l'erede della migliore tradizione democristiana in materia di difesa della laicità della politica e dello Stato». E alla domanda su cosa avesse in comune con Paola Binetti, D'Alema ha risposto: «Apparentemente molto poco per quanto riguarda le convinzioni morali e religiose, ma concretamente ad esempio molto in comune quando si tratta del valore della famiglia, cosa per me molto importante. Per il resto abbiamo punti seri di divergenza». E ha aggiunto: «Io credo nella laicitá della politica, un convincimento che non deriva dalla tradizione comunista ma da quella democristiana. Non si può pretendere di imporre i propri valori con la forza delle leggi». E poi l'attacco. D'Alema ha sottolineato come oggi invece ci sia una classe dirigente al governo che testimoni il contrario nella propria vita privata quei valori che invece professa a parole, «sperando probabilmente poi di farsi perdonare i propri peccati dalla Chiesa».&lt;br /&gt;IL FUTURO - E per quel che riguarda le nuove generazioni, ha spiegato: «&lt;strong&gt;Abbiamo bisogno di un partito vero&lt;/strong&gt;, capace di formare e selezionare la nuova classe dirigente. Un partito che &lt;strong&gt;sappia mettere alla prova innanzitutto i giovani&lt;/strong&gt;, facendoli crescere e sia in grado di formare la nuova classe dirigente».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono perle di saggezza, quelle del &lt;em&gt;candidato ombra&lt;/em&gt; al vertice del PD. Parole da brividi - attenzione, &lt;em&gt;"il Governo è inadeguato"&lt;/em&gt; - , tanto memorabili da rappresentare &lt;strong&gt;il nulla&lt;/strong&gt;. Eppure, in tutta questa dissolvenza c'è qualche spunto interessante. D'Alema invita a &lt;em&gt;"creare un partito &lt;strong&gt;vero&lt;/strong&gt;"&lt;/em&gt;. Bene, almeno adesso abbiamo la conferma che &lt;strong&gt;quello che si fa chiamare Partito Democratico è uno scherzo&lt;/strong&gt;. E' quel &lt;em&gt;"mettere alla prova i giovani"&lt;/em&gt;, che sa di minaccia reale. Perchè può capitare che i giovani falliscano, o si facciano strane idee, come &lt;strong&gt;Debora Serracchiani&lt;/strong&gt;. E quindi i Grandi Saggi devono tornare a &lt;strong&gt;rimboccarsi le maniche&lt;/strong&gt;, a far vedere loro &lt;strong&gt;come si fa&lt;/strong&gt;. E in ciò, il Conte Max è indubbiamente &lt;strong&gt;un maestro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-7252210424493598987?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/7252210424493598987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=7252210424493598987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7252210424493598987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7252210424493598987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/09/sono-partito-democratico-e-non-sono-mai.html' title='Sono Partito Democratico e non sono mai arrivato'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-1448341377678462589</id><published>2009-06-21T12:53:00.000-07:00</published><updated>2009-06-21T13:09:57.271-07:00</updated><title type='text'>Così muore la libertà di informazione, ma noi vogliamo tenerla in vita!</title><content type='html'>Pubblico un testo che ho scritto &lt;strong&gt;nella notte&lt;/strong&gt; per il Meetup di Brescia. L'ho scritto con rabbia e cuore. Sono tempi in cui il sonno non riesce a raggiungermi.&lt;br /&gt;Le immagini dei morti in Iran e della violenza che il regime oppone al popolo della Rete mi suggeriscono &lt;strong&gt;cupi orizzonti&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione è semplice. &lt;strong&gt;Ci stanno ammazzando lentamente la libertà d'informazione&lt;/strong&gt;. Ce la tolgono piano piano, in attesa della stretta finale, come l'&lt;strong&gt;illusionista&lt;/strong&gt; fa sparire la tovaglia dal tavolo, lasciando in piedi tutti i bicchieri ed intatte le stoviglie. Fino a quando ci sveglieremo un giorno e ci sembrerà come il precedente, per poi scoprire che ogni nostra parola &lt;strong&gt;si perde nel vuoto&lt;/strong&gt;, inascoltata. E mentre prima eravamo in grado di parlare, di farci ascoltare, chi ci starà davanti non si accorgerà nemmeno della nostra presenza. Saremo diventati esseri trasparenti, vuoti, perchè &lt;strong&gt;il silenzio non ha colore, non ha tono, non ha vita&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La legge bavaglio sulle &lt;strong&gt;intercettazioni&lt;/strong&gt; non è una porcata come quella elettorale. E' una violenza culturale, consapevole, meccanica. Mafiosa. Protratta per fini ben distanti dalla &lt;em&gt;"sicurezza"&lt;/em&gt; alla quale tanto ci si appella.&lt;br /&gt;Ed &lt;strong&gt;è solo un anno&lt;/strong&gt; che questa Legislatura è in corsa. Ne mancano ancora quattro alla scadenza del mandato. &lt;strong&gt;Ogni giorno è un'offesa in più&lt;/strong&gt;, un tentativo di sovvertire la nostra &lt;strong&gt;dignità&lt;/strong&gt; di cittadini informati e &lt;strong&gt;liberi di scegliere&lt;/strong&gt;. Ogni giorno è un passo forzato verso la &lt;strong&gt;demolizione controllata&lt;/strong&gt; del nostro Stato di Diritto, della nostra Giustizia e rispettabilità internazionale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Secoli di storia&lt;/strong&gt; dell'umanità hanno visto in Italia la nascita di &lt;strong&gt;geni inarrivabili&lt;/strong&gt; della letteratura, dell'arte, della musica, della cultura, della politica. Oggi, in quello che dovrebbe essere il Tempio di queste Memorie - il Parlamento Italiano -, siedono fianco a fianco &lt;strong&gt;pregiudicati&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;condannati&lt;/strong&gt; in via definitiva, &lt;strong&gt;prescritti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;inquisiti&lt;/strong&gt; ed &lt;strong&gt;indagati&lt;/strong&gt;. Mentre in internet scorrono fiumi di sterco e &lt;strong&gt;verità nascoste&lt;/strong&gt;, in tv si affacciano profumi inebrianti, parole suadenti e corpi mozzafiato. Quella che era ed è la &lt;strong&gt;feccia&lt;/strong&gt; di questo Paese ne è diventata la &lt;strong&gt;faccia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà a chi non è venuto da sorridere amaro, ascoltando i tg nazionali parlare di &lt;em&gt;"Regime che ha nel mirino la Rete, i siti, i blog, internet, la libertà d'espressione"&lt;/em&gt; per ciò che sta accadendo in Iran. Chissà a quanti non è venuto da chiedersi: &lt;em&gt;"stanno parlando dell'Iran o dell'Italia?"&lt;/em&gt;, per poi vedere le immagini delle centinaia di migliaia di cittadini iraniani nelle piazze, e convincersi che no, non era dell'Italia che si stava parlando, poichè in Italia le piazze si riempiono &lt;strong&gt;solo per i V-Day&lt;/strong&gt; di Beppe Grillo. O per i &lt;strong&gt;saldi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni degli &lt;strong&gt;ultimi giornalisti liberi rimasti in Italia&lt;/strong&gt; usciranno a settembre con un nuovo giornale, &lt;em&gt;"Il Fatto Quotidiano"&lt;/em&gt;, del quale un giorno ci piacerebbe diventare azionisti, attraverso il Meetup. Quelle stesse persone stanno organizzando una notte bianca di protesta a Roma, il prossimo &lt;strong&gt;8 luglio&lt;/strong&gt;, senza bandiere, che riproporremo anche a Brescia. Sempre loro hanno sottoscritto &lt;strong&gt;un appello per la libertà d'informazione&lt;/strong&gt;, al quale ci sentiamo in dovere di aderire, con il cuore e con la mente, con tutte le nostre voci in coro, per urlare &lt;em&gt;"&lt;strong&gt;Così muore la libertà di informazione, ma noi vogliamo tenerla in vita!&lt;/strong&gt;"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia"&lt;br /&gt;Associazione "Ricomincio da Grillo"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Diffondiamo il più possibile&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Blog &lt;em&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2277305.html"&gt;Voglio scendere&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;18 giugno 2009&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Così muore la libertà di informazione,&lt;br /&gt;ma noi vogliamo tenerla in vita &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi sottoscritti &lt;strong&gt;ci riconosciamo nell’articolo 21&lt;/strong&gt; della Costituzione Italiana che recita fra l'altro: "&lt;strong&gt;La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione&lt;/strong&gt;".&lt;br /&gt;Il disegno di legge n. 1415 sulle intercettazioni e sulla cronaca giudiziaria, cioè la legge-bavaglio, che sta per essere definitivamente approvato al Senato &lt;strong&gt;viola apertamente questi principi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Noi ci dichiariamo &lt;strong&gt;pronti all'"obiezione di coscienza"&lt;/strong&gt;, cioè a &lt;strong&gt;continuare a pubblicare&lt;/strong&gt; gli atti giudiziari (intercettazioni, ma non solo) che non sono segreti, ma di cui la maggioranza di governo vuole impedire la pubblicazione e la conoscenza. Chiediamo agli editori, all'Ordine dei Giornalisti, alla Federazione della Stampa, agli organismi sindacali di tutte le testate (carta stampata, radio e televisione) di aderire a questa forma di protesta civile.&lt;br /&gt;Invitiamo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a valutare i profili di incostituzionalità del disegno di legge e a respingerlo alle Camere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chiediamo ai cittadini di aderire al nostro appello&lt;/strong&gt;, perché hanno il diritto di essere informati correttamente e compiutamente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Noi giornalisti siamo pronti a pagare in tribunale le conseguenze del nostro gesto&lt;/strong&gt;, in attesa che la Corte costituzionale e la Corte europea di giustizia di Strasburgo dichiarino illegittima la legge-bavaglio. La nostra libertà di informare riguarda tutti. E' giunto il momento di difendere la nostra Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianni Barbacetto, Pino Corrias, Peter Gomez, Sandro Ruotolo, Marco Travaglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=91850826707"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Iscriviti al gruppo su Facebook&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ps&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Caro lettore, per mantenerti aggiornato ti invito a frequentare il Meetup di Brescia:&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://beppegrillo.meetup.com/55/boards/thread/7060026"&gt;la &lt;strong&gt;legge bavaglio&lt;/strong&gt; sulle intercettazioni&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://beppegrillo.meetup.com/55/boards/thread/7082325"&gt;il &lt;strong&gt;presidio&lt;/strong&gt; dell'&lt;strong&gt;8 luglio&lt;/strong&gt; a Brescia&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://beppegrillo.meetup.com/55/boards/thread/6975580"&gt;il &lt;strong&gt;Fatto Quotidiano&lt;/strong&gt;, il giornale di Antonio Padellaro e Marco Travaglio&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-1448341377678462589?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/1448341377678462589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=1448341377678462589' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1448341377678462589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1448341377678462589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/06/cosi-muore-la-liberta-di-informazione.html' title='Così muore la libertà di informazione, ma noi vogliamo tenerla in vita!'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-2265108750985675514</id><published>2009-05-20T02:38:00.000-07:00</published><updated>2009-05-20T06:29:59.703-07:00</updated><title type='text'>È stato assolto. Diarrea in tv</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Rdo3s_A8vPI&amp;amp;color1=0xb1b1b1&amp;amp;color2=0xcfcfcf&amp;amp;hl=it&amp;amp;feature=player_embedded&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Rdo3s_A8vPI&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;Ieri sono state depositate a Milano le motivazioni della sentenza che ha condannato l'avvocato inglese &lt;strong&gt;David Mills&lt;/strong&gt; a 4 anni e 6 mesi per &lt;strong&gt;corruzione in atti giudiziari&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Vi si legge: &lt;em&gt;«Agì da falso testimone &lt;strong&gt;per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse&lt;/strong&gt;, o almeno, &lt;strong&gt;il mantenimento degli ingenti profitti&lt;/strong&gt; realizzati. Dall'altro lato ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico»&lt;/em&gt;. Un inviato di &lt;em&gt;Studio Aperto&lt;/em&gt; è riuscito a leggere l'intera sentenza durante il collegamento in diretta. Incredibile. 376 pagine di motivazioni in due secondi e tre decimi. L'ha letta con tale velocità che ne è uscita un'unica espressione comprensibile: &lt;em&gt;"Berlusconi è stato assolto"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Premier ha già fatto sapere che &lt;strong&gt;riferirà in Parlamento&lt;/strong&gt;. Farlo in Tribunale, rinunciando al &lt;strong&gt;Lodo Alfano&lt;/strong&gt; che, di fatto - se la Corte Costituzionale lo ritenesse compatibile con la Carta -, lo rende intoccabile, sarebbe troppo rischioso. Essere giudicato al pari grado di un comune cittadino è un pensiero osceno, un'eventualità inammissibile. &lt;strong&gt;Un film porno&lt;/strong&gt; trasmesso in una scuola elementare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Parlamento, invece, che tra pregiudicati, condannati ed inquisiti ha un tasso di criminalità prossimo a quello del rione napoletano di &lt;strong&gt;Scampia&lt;/strong&gt;, è la cornice perfetta. L'ambiente ideale nel quale dichiarare amore eterno alle macellerie specializzate in carne di magistrato, di futura adozione.&lt;br /&gt;Prepariamoci allo show.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, sono arrivati i risultati del &lt;strong&gt;nuovo sondaggio&lt;/strong&gt; commissionato dal Premier. La fonte, come al solito, è ignota. Ve li riporto di seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Le ultime stime dicono che &lt;strong&gt;il 180% del Paese ha fiducia in Silvio Berlusconi&lt;/strong&gt;. Il 243% ritiene che vi siano buone probabilità di &lt;strong&gt;resurrezione&lt;/strong&gt;, a seguito della crocefissione, per altro &lt;strong&gt;in un corpo più alto e abbronzato&lt;/strong&gt;. L'891% si è convinto che prima del Big Bang vi fosse stata &lt;strong&gt;una sua telefonata&lt;/strong&gt; diplomatica, per evitare il disastro.&lt;br /&gt;Il - 0,00092% crede invece che il personaggio in sè e ciò che rappresenta siano &lt;strong&gt;un danno senza precedenti&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Con loro anche &lt;strong&gt;il resto del mondo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Adesso un po' di rassegna stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Giornale&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=352338"&gt;&lt;strong&gt;Caso Mills, magistrati contro Berlusconi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;"Riferirò alle Camere"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Corriere della Sera&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Le motivazioni della sentenza. Il premier: «riferirò in parlamento»&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_maggio_19/mills_berlusconi_processo_990be7c4-445d-11de-a9a2-00144f02aabc.shtml"&gt;I giudici di Milano: «L'avvocato Mills fu corrotto da Silvio Berlusconi»&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'avvocato inglese condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari: agì «da falso testimone»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Voglio scendere&lt;/em&gt;, Marco Travaglio&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/05/19/si_dice_il_corrotto_ma_non_il.html"&gt;Si dice il corrotto ma non il corruttore&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Stay tuned!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-2265108750985675514?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/2265108750985675514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=2265108750985675514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/2265108750985675514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/2265108750985675514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/05/e-stato-assolto-diarrea-in-tv.html' title='È stato assolto. Diarrea in tv'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-4503194511759194267</id><published>2009-04-25T08:43:00.000-07:00</published><updated>2009-04-25T08:58:11.613-07:00</updated><title type='text'>Liberazione!</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/--HFkGMG-MY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/--HFkGMG-MY&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;Dedico oggi un pensiero a quanti &lt;strong&gt;hanno dato la vita&lt;/strong&gt; per i più alti valori di questa nostra esistenza. A chi &lt;strong&gt;non ha voluto&lt;/strong&gt; chinare la testa, ma ha offerto il proprio petto per un ideale, una speranza, la voglia di &lt;strong&gt;cambiare&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Democrazia&lt;/strong&gt;, partecipazione, &lt;strong&gt;libertà di espressione&lt;/strong&gt;, rispetto, &lt;strong&gt;giustizia&lt;/strong&gt;, sincerità, passione civile, &lt;strong&gt;amore&lt;/strong&gt;, solidarietà. Concetti che troppo spesso dimentichiamo, o consideriamo retorica ed ancor peggio ci vengono &lt;strong&gt;sottratti impunemente&lt;/strong&gt; da chi ci obbliga a disperdere la &lt;strong&gt;memoria&lt;/strong&gt; del passato e la &lt;strong&gt;consapevolezza&lt;/strong&gt; del presente.&lt;br /&gt;Oggi è il giorno dell'Italia e degli Italiani, di coloro che hanno vissuto in &lt;strong&gt;tempi di morte&lt;/strong&gt; e non dimenticheranno mai, di coloro che hanno letto la Storia sui libri di scuola e l'hanno &lt;strong&gt;fatta propria&lt;/strong&gt;, di coloro che negli occhi dei sopravvissuti e di chi ha visto, ascoltato, percepito, scorgono il significato della loro vita.&lt;br /&gt;Oggi a Brescia è una bella giornata, c'è il sole, i parchi sono &lt;strong&gt;pieni di bambini&lt;/strong&gt;, i negozi chiusi. Chi si è recato all'Ikea per occupare il proprio tempo libero ha trovato una saracinesca abbassata. E magari, nel chiedersi perchè, ha scoperto che il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_italiana"&gt;25 aprile&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; non è un giorno come tanti altri.&lt;br /&gt;Un abbraccio forte a voi tutti.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;V per Venticinqueaprile&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;em&gt;Buona sera, Brescia. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 25 aprile, un giorno ahimè sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole... non c'è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Stupri, terrore, immigrati. C'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste a chi prometteva ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ho cercato di porre fine a questo silenzio, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di cinquant'anni anni fa, i grandi Resistenti hanno voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 25 aprile. La loro speranza, quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libera interpretazione del discorso televisivo di V, tratto dal film "V per Vendetta"&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://it.wikiquote.org/wiki/V_per_Vendetta"&gt;Qui&lt;/a&gt; l'originale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-4503194511759194267?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/4503194511759194267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=4503194511759194267' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/4503194511759194267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/4503194511759194267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/04/liberazione.html' title='Liberazione!'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-2442247534780383857</id><published>2009-03-16T05:18:00.000-07:00</published><updated>2009-03-16T06:03:05.025-07:00</updated><title type='text'>Pino Masciari - Un uomo, il suo coraggio, la nostra speranza</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1ys57oMbewI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1ys57oMbewI&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Masciari&lt;/strong&gt; è un imprenditore edile calabrese. È sottoposto ad un programma speciale di &lt;strong&gt;protezione&lt;/strong&gt; testimoni dal 18 ottobre 1997, insieme a sua moglie &lt;strong&gt;Marisa&lt;/strong&gt; e i loro due bambini, &lt;strong&gt;Ottavia&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Francesco&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Pino ha &lt;strong&gt;denunciato&lt;/strong&gt; la ‘Ndrangheta.&lt;br /&gt;Ha fatto i &lt;strong&gt;nomi&lt;/strong&gt;. Nomi di mafiosi e politici collusi. Ha infranto sogni criminali, sottratto certezze alla malavita organizzata.&lt;br /&gt;Oggi Pino Masciari è un &lt;strong&gt;eroe&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;E negli ultimi giorni ho avuto l'&lt;strong&gt;onore&lt;/strong&gt; di vivergli accanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima impressione che genera è quella di un uomo in grado di gestire sapientemente le situazioni più complicate, come fossero puerili incombenze, ordinaria amministrazione, insomma.&lt;br /&gt;Le sue movenze, mai rigide, sembrano scorrere come &lt;strong&gt;acqua&lt;/strong&gt;. Fluide, controllate, misurate. Mai un gesto scomposto. Persino il volto non reca presunzione, o sguardi prevaricatori. L’intensità delle sue espressioni, condite da occhi penetranti e un luminoso sorriso, non è mai invasiva, ed anzi rassicurante, tale da farti sentire in pace con te stesso, libero e spensierato, felice di avere finalmente davanti una persona alla quale potresti &lt;strong&gt;mettere in mano la tua vita&lt;/strong&gt; senza pensarci un istante. Un padre, un fratello, l’amico più caro. E non appena apre bocca, il fiume in piena delle sue parole e delle emozioni che da esse scaturiscono travolge chiunque capiti a tiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei due giorni di permanenza a Brescia, Giuseppe Masciari (“Pino”, per i suoi Amici) mi ha fatto letteralmente innamorare dell’eroe che porta in grembo, e che non smette mai di mostrarsi, con pacatezza, riserbo ed anche vigore, in ogni posa assunta, parola pronunciata, od espressione dipinta sul viso. Una sicurezza per l’interlocutore di turno, la parola &lt;em&gt;fine&lt;/em&gt; scritta a caratteri cubitali a margine dei dubbi più oppressivi, ove il dilemma più intenso, quello del &lt;em&gt;“tutto è perduto?”&lt;/em&gt; si risolve nella più naturale delle soluzioni: la &lt;strong&gt;responsabilità&lt;/strong&gt; verso sé stessi e verso chi ci sta a cuore, ovvero tutti, senza distinzioni, riserve o reticenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Masciari è un cognome che si ritrova sempre più spesso, in Italia. Oramai non si contano più le persone che hanno deciso di affiancare ai loro cognomi quello di Pino. Una scelta che amplifica ancora di più il &lt;strong&gt;legame affettivo&lt;/strong&gt; che si sta creando fra l’uomo e le persone che ha modo di conoscere negli incontri pubblici che lo vedono protagonista, promossi in tutto il Paese da organizzazioni spontanee di volontari, studenti, cittadini. Un modo come un altro per averlo accanto, impedirgli di volare via, lontano, scacciando il più raccapricciante dei pensieri. Pino appartiene a noi, è la nostra &lt;strong&gt;consapevolezza&lt;/strong&gt;, e quando lo avviciniamo, una parte di lui rimane in noi, inamovibile, e ci infonde speranza, desiderio di poterci nuovamente ricongiungere al più presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il legittimo proprietario di un cognome tanto imponente è un imprenditore calabrese, originario di &lt;strong&gt;Catanzaro&lt;/strong&gt;, città che lo vede nascere nel 1959. A quel tempo la sua famiglia è benestante, il padre conduce un’attività ben avviata in campo edile. Una villa al mare, una in montagna, macchine fiammanti, operai alle sue dipendenze. La famiglia Masciari si è ritagliata una dimensione di tutto rispetto all’interno del tessuto sociale. Alcuni suoi esponenti sono entrati a far parte di uffici amministrativi e giudiziari, svolgendo con competenza e passione i propri ruoli. Nessun pregiudicato, nessun corruttore, non una pendenza con la giustizia.&lt;br /&gt;Giovanissimo, Pino raccoglie l’impresa del padre, facendola volare ancora più in alto, portandola anche fuori dai confini dell’Italia, fino in Germania. Dresda, Berlino. Apre cantieri, promuove la formazione dei suoi dipendenti, propone investimenti accorti e previdenti. Ha fiuto per gli affari. Pino è poco più che trentenne, e la sua lungimiranza aiuta a far muovere l’economia locale, la rende stabile, genera benessere. La Masciari Costruzioni è un’azienda in ascesa, che opera sia in ambito pubblico che privato, ed è destinata a crescere, entro i contorni di un florido impero.&lt;br /&gt;La ‘ndrangheta, potente mafia calabrese, osserva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le prime richieste di pagamento arrivano presto, e senza mezzi termini. Gli vengono rivolte esplicitamente. &lt;em&gt;“Se vuoi lavorare, devi darci il 3%”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il 3% ai mafiosi e il 6% ai politici.&lt;br /&gt;Pino &lt;strong&gt;dice no&lt;/strong&gt;. Ma la ‘ndrangheta non si dà pensiero. Le reticenze non sono nuove da quelle parti, l’importante è che si ripristino i ruoli. Tuttavia Pino ha una famiglia che con la malavita organizzata non ha niente a che spartire. Ha una morale solida, inattaccabile. Gli suggeriscono di lasciar perdere, ma lui non molla. E le conseguenze sono devastanti. Cantieri in fiamme, mezzi e attrezzature scomparsi misteriosamente, operai intimoriti, minacce di morte. Il fratello è colpito da un proiettile, con fortuna si salverà. La mafia interviene con forza e decisione, non sembra più così certa che prima o poi l’imprenditore cederà alla sue richieste. Pino tiene duro, non cade. Intanto la sua azienda fallisce, oberata dai debiti. La criminalità è un virus insediatosi anche all’interno delle banche, che non gli concedono credito. Comunica alla sua fidanzata, Marisa, di mestiere odontoiatra, che non ce la fa più. &lt;strong&gt;Decide di smettere&lt;/strong&gt;. Licenzia gli ultimi dipendenti e sposa la sua donna, che gli è accanto da quindici anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, Pino ha già fatto i &lt;strong&gt;nomi&lt;/strong&gt;. Partono le prime denunce. Imprenditori, politici, magistrati. Tutti collusi con la mafia. Nomi importanti, rinomati, finiscono nel registro degli indagati. Molti saranno condannati, per estorsione, concussione, collusione con la malavita, reati di stampo mafioso.&lt;br /&gt;La vita di Pino e Marisa non è più la stessa, sono stranieri in casa propria. Il pericolo è grave. Dal giorno alla notte, sono costretti a scappare.&lt;br /&gt;A mezzanotte ed un minuto di sabato 18 ottobre 1997 Pino e Marisa &lt;strong&gt;fuggono&lt;/strong&gt; dalla propria terra.&lt;br /&gt;Non lavoreranno più. Non vedranno più i loro cari. I loro bambini vedranno la madre di Pino, la loro nonna, per sole tre volte, prima di perderla definitivamente nel gennaio di quest’anno. Non avranno amici, mai più allegre serate in compagnia. Non sarà più vita. È il &lt;strong&gt;deserto&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La tenacia di Pino è tale da imporgli di non mancare mai ai suoi appuntamenti con la giustizia, per rendere le proprie testimonianze. Ma i procedimenti giudiziari si riveleranno un inferno. Di ritorno nella sua Calabria, Pino sarà spesso lasciato solo, in stanze d’albergo registrate a nome Masciari, in macchine recanti targhe della sua regione domiciliare, a volte senza scorta. Nelle aule giudiziarie si ritroverà vicino ai suoi stessi aguzzini.&lt;br /&gt;Accanto a lui, sua moglie &lt;strong&gt;Marisa&lt;/strong&gt; non gli farà mai venir meno il suo sostegno, il suo amore. Nei momenti di incertezza, la sua presenza si rivelerà determinante. Il suo “andiamo avanti!” sarà per Pino una marcia in più, come anche i suoi figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Brescia Pino Masciari è stato ospite per due giorni. Il tempo utile a realizzare un incontro con gli studenti ed un altro aperto alla cittadinanza. Entrambi eventi indimenticabili. Il primo, in particolare, per la forza e l’espressività con cui Pino ha coinvolto i &lt;strong&gt;giovanissimi&lt;/strong&gt;, vero perno sul quale fare leva per infondere consapevolezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi del Meetup di Brescia che in questo periodo hanno vissuto accanto a Pino, hanno oggi l’anima colma di &lt;strong&gt;speranza&lt;/strong&gt;, hanno fatto &lt;strong&gt;il pieno di emozioni&lt;/strong&gt; per una vita intera. Hanno compreso che i loro sforzi non sono vani, che il &lt;em&gt;“tutto è perduto”&lt;/em&gt; appartiene a chi cerca una scusa per pensare a sé stesso, venendo meno alla sua reale responsabilità. Hanno capito che ogni pensiero, parola e azione porterà sempre un risultato, anche se piccolo. Sono rinati a nuova luce, con nuovi orizzonti davanti, e una rinnovata percezione della propria esistenza.&lt;br /&gt;Hanno voluto far propria un’esperienza che probabilmente non dimenticheranno mai, fino a quando avranno vita. Più il tempo passava e più accresceva in loro il timore di lasciarlo andare.&lt;br /&gt;Al momento dei saluti, dell’&lt;em&gt;arrivederci, Pino&lt;/em&gt;, la sensazione di sgomento non è stata paura, bensì incredulità. È stato scoprire, alla fine, che il &lt;strong&gt;senso di protezione&lt;/strong&gt; da lui proveniente era maggiore di quello che tutti insieme si riusciva ad infondergli.&lt;br /&gt;Una sorta di scherzo del destino, di contrappasso, di scambio di ruoli. O, più concretamente, la meravigliosa grandezza di questo personaggio. Quella grandezza che ci porta oggi ad amare lui, sua moglie e i suoi figli dal profondo dei nostri cuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, e per noi tutti, Pino e la sua famiglia sono &lt;strong&gt;eroi&lt;/strong&gt;. Sono esperienze, &lt;strong&gt;scelte di vita&lt;/strong&gt; da cui trarre insegnamento. Sono valori, i più alti valori che un essere umano potrà mai esprimere. Sono sentimenti, di amore, passione, giustizia, legalità, solidarietà, sincerità. Sono vite che vale la pena vivere in ogni istante, assaporandone il vigore e l’intensità. Sono &lt;strong&gt;coraggio&lt;/strong&gt;, integrità, fermezza. Sono le &lt;strong&gt;nuove generazioni&lt;/strong&gt;, che meritano il nostro incondizionato sacrificio. Pino, Marisa, Ottavia e Francesco sono questo, ed oltre. Sono tutti noi, o come vorremmo e dovremmo essere. Sono speranze, lacrime di felicità e gioia. Sono il nostro &lt;strong&gt;futuro&lt;/strong&gt;, da preservare ad ogni costo, forse anche delle nostre stesse vite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ps&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Un abbraccio immenso, infinito, va agli &lt;em&gt;Amici di Pino Masciari&lt;/em&gt;. Soltanto adesso comprendo il valore e l’importanza della vostra esistenza. E sono oggi fiero di potermi sedere al vostro fianco in questo viaggio straordinario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.pinomasciari.org/chi-e-pino-masciari/"&gt;Chi è Pino Masciari&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-2442247534780383857?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/2442247534780383857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=2442247534780383857' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/2442247534780383857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/2442247534780383857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/03/pino-masciari-un-uomo-il-suo-coraggio.html' title='Pino Masciari - Un uomo, il suo coraggio, la nostra speranza'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-1372378996809647045</id><published>2009-03-01T08:15:00.000-08:00</published><updated>2009-03-01T08:26:54.905-08:00</updated><title type='text'>Gioacchino</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LbkUw0Bopmw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LbkUw0Bopmw&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Ho da offrire solo questo titolo scarno. Un nome.&lt;br /&gt;Perdonatemi. Non mi va di commentare.&lt;br /&gt;L'intervista di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.gioacchinogenchi.it/"&gt;Gioacchino Genchi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; che Beppe &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2009/02/gioacchino_genc.html"&gt;ha pubblicato&lt;/a&gt; di recente fa gelare il sangue nelle vene, e &lt;strong&gt;temere&lt;/strong&gt; per la sua vita. Mai mi era capitato di provare tanta rabbia, e &lt;strong&gt;paura&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;A voi che avete avuto il &lt;strong&gt;coraggio&lt;/strong&gt; di rinunciare ad ideologie sepolte, guardatela e diffondetela in ogni dove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-1372378996809647045?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/1372378996809647045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=1372378996809647045' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1372378996809647045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1372378996809647045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/03/gioacchino.html' title='Gioacchino'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-3515540318602472771</id><published>2009-03-01T07:32:00.000-08:00</published><updated>2009-03-01T07:45:19.695-08:00</updated><title type='text'>Premi dall'estero e premi di casa nostra</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L’associazione dei giornalisti tedeschi (DJV) conferisce il premio per la libertà di stampa a Marco Travaglio&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I sette membri del consiglio direttivo federale della DJV, l’associazione dei giornalisti tedeschi, quest’anno hanno assegnato il premio per la libertà di stampa al giornalista e autore italiano Marco Travaglio.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Michael Konken, presidente federale della DJV, ha motivato la decisione dichiarando: “Assegnamo il premio a Marco Travaglio, un collega che si è contraddistinto per il coraggio critico e l’impegno dimostrato nel combattere per la libertà di stampa in Italia.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Travaglio ha saputo denunciare pubblicamente i tentativi dei politici italiani, in particolare di Silvio Berlusconi, di influenzare il lavoro dei media e di ostacolare lo sviluppo di un giornalismo critico. Le critiche di Travaglio si sono orientate anche ai colleghi italiani con lo scopo di incoraggiarli a non sottomettersi alla censura. “Il premio della DJV per la libertà di stampa è il riconoscimento più adatto a Marco Travaglio,” ha dichiarato Konken. “Travaglio deve dare coraggio ai giornalisti italiani affinché possano svolgere la loro funzione di vigilanza e non cadano vittima di intimidazioni”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il premio della DJV per la libertà di stampa consiste in 7.500 Euro e sarà conferito a Marco Travaglio a Berlino alle 18:30 del 28 aprile 2009 presso il Palazzo della Bundespressekonferenz (ufficio stampa federale). I rappresentanti dei media sono invitati a partecipare alla cerimonia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Con questo premio la DJV onora personalità o istituzioni che si impegnano in prima persona in battaglie per il mantenimento e la creazione della libertà di stampa. I precedenti vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa e la redazione del giornale “Berliner Zeitung”. Filipovic ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitowa è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia e la redazione del “Berliner Zeitung” per l’impegno dimostrato nel difendere la libertà di stampa in Germania e l’indipendenza editoriale da Mecom Group, la casa editrice che l’ha rilevata.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;24 febbraio 2009&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fonte: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://italiadallestero.info/archives/3612"&gt;&lt;em&gt;http://italiadallestero.info/archives/3612&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Avevano criticato l'azienda dopo le dimissioni di Enrico Mentana&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Caso Matrix: «inconcepibile» il richiamo di Mediaset a due giornalisti di Mentana&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il sindacato dei giornalisti richiama il diritto di espressione, le leggi e la disciplina del lavoro&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ROMA - «Sconcertante», «inconcepibile», «grave caduta delle buone pratiche». La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi, il sindacato dei giornalisti) si schiera con i colleghi Silvia Brasca e Roberto Pavone per la lettera di richiamo inviata da Mediaset ai due giornalisti di Matrix che avevano criticato la società sul caso Mentana. L'Fnsi chiede il ritiro della contestazione disciplinare. «La Fnsi è vicina ai colleghi, ne rivendica il diritto di espressione salvaguardato dalla Costituzione, dalle leggi e dalla disciplina del lavoro. Il dissenso sulle scelte opinabili non può essere compresso, né oggetto di censura o ritorsioni. A Mediaset la Fnsi chiede il ritiro della lettera di contestazione disciplinare e di voler evitare uno spiacevole, ingiustificato scontro».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;DIFESA - Giovedì sera, intervenendo alla trasmissione Annozero su Rai 2, Enrico Mentana aveva difeso i suoi ex colleghi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;27 febbraio 2009&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fonte: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_27/matrix_fnsi_mentana_84eec2ea-04f5-11de-bb75-00144f02aabc.shtml"&gt;&lt;em&gt;http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_27/matrix_fnsi_mentana_84eec2ea-04f5-11de-bb75-00144f02aabc.shtml&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Travaglio&lt;/strong&gt; vince un premio per la &lt;strong&gt;libertà di stampa&lt;/strong&gt;. Ovviamente all'&lt;strong&gt;estero&lt;/strong&gt;, poichè in Italia ci si guarda bene dal premiare &lt;strong&gt;chi fa informazione&lt;/strong&gt;. E, sempre per ovvietà, la notizia è battuta esclusivamente all'estero. Il rischio, infatti, è che i cittadini italiani scoprano una realtà &lt;strong&gt;sommersa&lt;/strong&gt;, che non deve esistere, e arrivino a chiedersi perché un giornalista come Marco Travaglio venga costantemente ricoperto di sterco dalla politica e dai media nazionali, mentre i colleghi tedeschi della &lt;strong&gt;DJV&lt;/strong&gt; (l'associazione dei giornalisti teutonica) gli riconoscono addirittura un premio. E per ragioni impronunciabili, nel nostro Paese. &lt;strong&gt;Eresìe&lt;/strong&gt; che il candore e la verginità dei lettori nostrani non meritano. Quale idiozia, chiedere loro di far fronte all'angusto peso del porsi domande, interrogarsi, riflettere, &lt;strong&gt;pensare&lt;/strong&gt;, constastare un'eventuale errata percezione. Meglio empire le pagine dei giornali con &lt;strong&gt;altro&lt;/strong&gt;, ampliare gli orizzonti, rivolgerci agli &lt;em&gt;"scandali"&lt;/em&gt; di casa nostra, spiegare perchè in inverno nevica e d'estate fa caldo, produrre &lt;strong&gt;pallide elucubrazioni&lt;/strong&gt; per giustificare l'assenza di un terzo della popolazione sarda alle urne, concentrarsi a sprazzi su &lt;em&gt;"emergenze"&lt;/em&gt; che perdurano da anni, rispolverare antichi eroi della democrazia, da &lt;strong&gt;Bettino Craxi&lt;/strong&gt; a Marcello Dell'Utri, a Vittorio Mangano, a &lt;strong&gt;Licio Gelli&lt;/strong&gt; e chissà quali altre prelibatezze.&lt;br /&gt;Eppure non tutto sembra essere perduto. La libertà d'espressione pare sia un concetto ancora in voga, in Italia. A farsene portatrice è nientepopodimenoche la &lt;em&gt;FNSI&lt;/em&gt;, La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il &lt;strong&gt;sindacato&lt;/strong&gt; dei giornalisti. A seguito della cacciata di Enrico Mentana - fresco scopritore dell'&lt;strong&gt;impraticabilità&lt;/strong&gt; del terreno-Mediaset per chi vuol fare informazione -, l'azienda del Premier Silvio Berlusconi ha pensato bene di notificare alcune &lt;strong&gt;contestazioni disciplinari&lt;/strong&gt; ai due giornalisti che avevano osato criticare la scelta di spodestare Mentana.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Sconcertante»&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;«inconcepibile»&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;«grave caduta delle buone pratiche»&lt;/em&gt;, le espressioni impiegate dalla &lt;em&gt;FNSI&lt;/em&gt; per dipingere il &lt;strong&gt;diktat aziendale&lt;/strong&gt;. Le stesse che altri avrebbero voluto utilizzare per commetare il riconoscimento conferito a Marco Travaglio. Poi qualcuno ha fatto notare loro che di &lt;strong&gt;incidenti diplomatici &lt;/strong&gt;il Premier ce ne ha già fatto dono &lt;strong&gt;in abbondanza&lt;/strong&gt;. Meglio, quindi, cercare una via alternativa per placare gli animi. Si potrebbe emulare i colleghi tedeschi, magari con un trofeo da dedicare ad &lt;strong&gt;Emilio Fede&lt;/strong&gt;. I meriti, c'è tempo per &lt;strong&gt;inventarseli&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-3515540318602472771?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/3515540318602472771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=3515540318602472771' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3515540318602472771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3515540318602472771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/03/premi-dallestero-e-premi-di-casa-nostra.html' title='Premi dall&apos;estero e premi di casa nostra'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-3508258329113297084</id><published>2009-02-09T13:40:00.000-08:00</published><updated>2009-02-09T13:54:14.482-08:00</updated><title type='text'>Addìo, Eluana</title><content type='html'>Da poche ore è morta &lt;strong&gt;Eluana&lt;/strong&gt; Englaro, ragazza ridotta in stato vegetativo da &lt;strong&gt;17 anni&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La sua storia mi ha insegnato le perversioni che spesso nasconde la natura umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solidarietà a &lt;strong&gt;Beppino&lt;/strong&gt; Englaro, e al suo dramma di &lt;strong&gt;padre&lt;/strong&gt;, del quale nessuno potrà mai immaginare l'&lt;strong&gt;entità&lt;/strong&gt;. Solidarietà al &lt;strong&gt;rispetto&lt;/strong&gt; che gli è mancato dall'Istituzione in cui crede e da coloro che con presunzione hanno ritenuto lecito &lt;strong&gt;sostituirsi al suo dolore&lt;/strong&gt;. Solidarietà alla &lt;strong&gt;libertà di scelta&lt;/strong&gt;, quella di una ragazza che ha visto compiere le sue volontà dopo 17 anni di attesa. Solidarietà a quanti vivranno la medesima esperienza, tuttavia &lt;strong&gt;privati&lt;/strong&gt; della libertà di scegliere se andarsene o restare, perchè a breve negata. Solidarietà alla &lt;strong&gt;natura&lt;/strong&gt;, che si è presa una vita sottrattale dall'uomo per ben 17 anni. Solidarietà al Popolo Italiano, che ha visto uno dei suoi più importanti valori stuprato da un Imprenditore &lt;strong&gt;in età pensionabile&lt;/strong&gt; e in potenza di subire il fascino della demenza senile. Solidarietà alla &lt;strong&gt;Costituzione Italiana&lt;/strong&gt;, che a differenza dell'Imprenditore ha ancora tanto da insegnarci. Solidarietà al pubblico televisivo, che sarà costretto a reti unificate a subire l'incontenibile &lt;strong&gt;disprezzo&lt;/strong&gt; di Bruno Vespa e dei suoi simili per i presunti "assassini". Solidarietà alla &lt;strong&gt;riforma del processo penale&lt;/strong&gt;, prodotta a beneficio dell'Imprenditore e passata sotto silenzio nella tempesta Englaro. Solidarietà ai cittadini italiani, che a mezzo stampa saranno spinti a &lt;strong&gt;dividersi&lt;/strong&gt; ulteriormente, fra coloro che santificano l'Imprenditore e i suoi seguaci, e coloro che ne sono nauseati, amplificando la disputa nei termini degli Unti del Signore contro gli Assassini. Solidarietà a quanti, nel mezzo, &lt;strong&gt;attendono&lt;/strong&gt; che la ragione dell'uomo si risvegli. Solidarietà a me stesso, che con pazienza attendo.&lt;br /&gt;Addìo Eluana. Ovunque tu sia, spero tu non senta &lt;strong&gt;le urla di chi si spartirà la tua memoria&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-3508258329113297084?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/3508258329113297084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=3508258329113297084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3508258329113297084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3508258329113297084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/02/addio-eluana.html' title='Addìo, Eluana'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-7486311192179163439</id><published>2009-02-06T05:41:00.000-08:00</published><updated>2009-02-06T05:48:41.535-08:00</updated><title type='text'>L'inutile rimorso dei complici</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Michele Serra&lt;/strong&gt;, sulle pagine di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, riporta un commento d'altri tempi. Affranto, sconfortato, incredulità mista a sdegno. Piena condivisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;L'amaca&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Michele Serra - Repubblica del 6 febbraio 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;Chissà se ci sono "difensori della vita" anche tra i parlamentari di maggioranza che hanno votato in favore dell'obbligo, per medici e infermieri degli ospedali, di denunciare i clandestini. Una legge schifosa e fascista (scusate, non riesco a trovare le sfumature) che &lt;strong&gt;trasforma un luogo di soccorso e di cura in luogo di discriminazione&lt;/strong&gt;. Dove si entra ammalati o feriti, e si esce denunciati. Chissà se hanno pensato, i cattoliconi della maggioranza, alle ragazze clandestine incinte, in regola con la biologia ma non con la burocrazia, che preferiranno partorire in casa, o in qualunque riparo occasionale, pur di non rischiare la denuncia.&lt;br /&gt;Non ce l'ho con i leghisti, loro fanno il loro mestiere, che è quello del repulisti, della mano pesante, della paura al potere. Ce l'ho con i sedicenti moderati e liberali che li affiancano, che votano oscenità come questa turandosi il naso, al solo scopo di tenere in piedi una maggioranza che senza la Lega sarebbe debole e incerta tanto quanto l'opposizione. &lt;strong&gt;Se mai un giorno, a questi signori perbene, verrà voglia di dire che hanno sbagliato a votare leggi come queste, per favore non lo facciano. Ci risparmino lo spettacolo irritante del loro inutile rimorso&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-7486311192179163439?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/7486311192179163439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=7486311192179163439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7486311192179163439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7486311192179163439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/02/linutile-rimorso-dei-complici.html' title='L&apos;inutile rimorso dei complici'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-4702367570500442092</id><published>2009-02-05T16:57:00.000-08:00</published><updated>2009-02-07T02:01:25.543-08:00</updated><title type='text'>DDL "Sicurezza": uno schianto al cuore</title><content type='html'>Oggi è passato in Senato il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_05/senato_medici_denuncia_stranieri_irregolari_a395e4c4-f36d-11dd-a8aa-00144f02aabc.shtml"&gt;DDL sulla Sicurezza&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho esaurito i termini&lt;/strong&gt; per definire ciò che stiamo diventando.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ronde padane non armate&lt;/strong&gt; di cittadini. Medici &lt;strong&gt;chiamati a denunciare&lt;/strong&gt; i malati clandestini. Senzatetto &lt;strong&gt;registrati&lt;/strong&gt;, permesso di soggiorno &lt;strong&gt;a punti&lt;/strong&gt;, con tanto di tassa. Una tassa &lt;strong&gt;sulla vita&lt;/strong&gt; per chi ha il permesso, e la scelta di &lt;strong&gt;rischiarla&lt;/strong&gt; per paura di essere denunciato per chi il permesso non ce l'ha.&lt;br /&gt;Io &lt;strong&gt;ho paura di guardare&lt;/strong&gt; dove stiamo andando. Non voglio guardare. Sentirei il rumore di passi in anfibi, schioccare di fruste, battiti di manganello.&lt;br /&gt;In questo momento sto provando un senso di &lt;strong&gt;vergogna&lt;/strong&gt; mai, mai così profondo. Vergogna, perchè il mondo da oggi avrà una ragione in più per evitarci, per guardarci con &lt;strong&gt;disprezzo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Sono italiano"&lt;/em&gt; è un'espressione che oggi mi suggerisce &lt;strong&gt;tristezza&lt;/strong&gt;. Non credevo che un giorno sarei arrivato a pensarlo.&lt;br /&gt;Nel mio Paese &lt;strong&gt;non esiste&lt;/strong&gt; la libertà di scelta. Nemmeno quella di vivere o morire.&lt;br /&gt;La Chiesa sostiene che Dio abbia questo potere, ma credo che oggi il Parlamento riuscirebbe a strapparglielo &lt;strong&gt;con un emendamento&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Nel mio Paese i magistrati vengono considerati alla stregua di &lt;strong&gt;virus da debellare&lt;/strong&gt;. E i giornalisti vengono licenziati perchè fanno il loro lavoro, &lt;strong&gt;informare&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Non ho più dita per contare le tonnellate di sterco che ci stanno gettando addosso. Non ho più sensibilità per odorare il &lt;strong&gt;puzzo&lt;/strong&gt;, il lezzo, il fetore di scelte che mai dovrebbero appartenerci.&lt;br /&gt;Oggi, come ieri, è triste, domani lo sarà &lt;strong&gt;ancora di più&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Questo è il Paese che non voglio. Ma questo è il Paese in cui vivo, e per il quale è mio dovere &lt;strong&gt;lottare&lt;/strong&gt; fino allo stremo per difendere il mio futuro e quello delle generazioni che verranno, prima di cedere le armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.emergency.it/menu.php?A=002&amp;amp;SA=067&amp;amp;ln=It&amp;amp;lic=61"&gt;Emergency.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Gino Strada: "L'emendamento anti immigrati: una norma stolta prima ancora che perversa"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la loro presenza in Italia non fosse regolare.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un emendamento approvato al Senato intende sopprimere questa norma. Si metterebbero così gli individui nella condizione di scegliere fra l'accesso alle cure e il rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazione presente in Italia nella clandestinità sanitaria, con grandi rischi per sè e per la collettività. Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se esercitare la facoltà di denunciare i loro pazienti "irregolari". Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l'unico modo giusto e civile per fare medicina è garantire a tutti la miglior assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalità o status giuridico. Questo è il modo in cui Emergency ha lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre milioni di persone senza distinzioni. Questo è il modo con cui continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per migranti e persone indigenti di Palermo. Anche di fronte all'inciviltà sollecitata da una norma stolta prima ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel rispetto, soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un medico.&lt;br /&gt;Gino Strada, Milano&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-4702367570500442092?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/4702367570500442092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=4702367570500442092' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/4702367570500442092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/4702367570500442092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2009/02/ddl-sicurezza-uno-schianto-al-cuore.html' title='DDL &quot;Sicurezza&quot;: uno schianto al cuore'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-8230125118327760794</id><published>2008-12-24T03:24:00.000-08:00</published><updated>2008-12-24T04:36:45.528-08:00</updated><title type='text'>Buon Natale al latte crudo</title><content type='html'>Questa mattina sono passato dal distributore di &lt;strong&gt;latte crudo alla spina&lt;/strong&gt; di via Veneto. Erano circa le 11:00. Da un'ora e mezza una signora distribuiva &lt;strong&gt;gratuitamente&lt;/strong&gt; il latte. Un omaggio a tutti i consumatori che li avevano &lt;strong&gt;sostenuti&lt;/strong&gt;, in questi giorni di difficoltà. Con le &lt;strong&gt;vendite dimezzate&lt;/strong&gt;, non deve essere stato facile. L'ordinanza ministeriale con la quale si è imposta l'affissione, su ogni distributore, dell'avviso &lt;em&gt;"obbligo di bollitura"&lt;/em&gt;, ha sortito i suoi effetti.&lt;br /&gt;Vedevo la gente arrivare, anziani, giovani, coppie. &lt;em&gt;"Continuate così, non mollate"&lt;/em&gt;, dicevano alcuni. &lt;em&gt;"Siamo con voi, la televisione non bisogna più guardarla, è uno schifo"&lt;/em&gt;. Da tutti, affetto e stima.&lt;br /&gt;La donna del latte prendeva le bottiglie da una grande busta, le riempiva e le dava a chi ne avanzava richiesta. Io ho rifiutato, non me la sono sentita di toglierle un litro di latte. Non dopo quello che hanno dovuto subire.&lt;br /&gt;Sono rimasto una mezz'ora o poco più, giusto il tempo per scambiare due chiacchere con lei.&lt;br /&gt;Che pena. Ho provato una pena immensa. Di quelle che ti stringono lo stomaco e impiegano del tempo per allentare la presa.&lt;br /&gt;La depressione negli occhi di chi si è visto &lt;strong&gt;spezzare le gambe&lt;/strong&gt; senza il tempo di dire "ah" è palese. Lascia il segno.&lt;br /&gt;Domani è Natale, per loro c'è poco da festeggiare.&lt;br /&gt;Una vicenda del genere è allucinante. &lt;strong&gt;Schiacciati come mosche&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Eppure, nel suo desolante realismo descrive perfettamente la &lt;strong&gt;meccanica perversa&lt;/strong&gt; di questo Paese. Non appena ci si permette di scalfire il sistema consolidato, instillando piccole dosi di &lt;strong&gt;sana concorrenza&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;valori perduti&lt;/strong&gt;, scatta l'informazione più becera e &lt;strong&gt;servile&lt;/strong&gt;, che di fatto offre le migliori condizioni affinchè lo Stato (meglio: &lt;em&gt;chi è stato messo lì a rappresentarci&lt;/em&gt;, nello Stato) intervenga per ripristinare gli equilibri del potere.&lt;br /&gt;Questo è il mio Paese, oggi.&lt;br /&gt;Fierezza, poca.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vergogna&lt;/strong&gt;, tanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La video-intervista che ho realizzato con i ragazzi del Meetup di Brescia è stata pubblicata da Beppe sul suo Blog, con tanto di lettera aperta (&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2008/12/clicca_limmagin_1.html"&gt;Latte crudo, informazione bollita&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;). In tempi così oscuri, spero che nel guardarla gli allevatori si siano sentiti un po' più sollevati, sereni.&lt;br /&gt;Dedico i migliori auguri a questa gente.&lt;br /&gt;Spero di poter vivere abbastanza per vederli un giorno riemergere e &lt;strong&gt;vincere&lt;/strong&gt; la loro battaglia.&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;nostra&lt;/strong&gt; battaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ps&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vi riporto il nuovo comunicato del &lt;em&gt;Consorzio Tutela Latte Crudo&lt;/em&gt;, pubblicato pochi giorni fa. Con preghiera di diffondere, il più possibile: &lt;em&gt;&lt;a href="http://files.meetup.com/207896/Latte%20crudo%20-%20Obbedisco%2C%20ma%20non%20capisco.pdf"&gt;Latte crudo - Obbedisco, ma non capisco&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;Adrian was there&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-8230125118327760794?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/8230125118327760794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=8230125118327760794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/8230125118327760794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/8230125118327760794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2008/12/buon-natale-al-latte-crudo.html' title='Buon Natale al latte crudo'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-7275009104387161622</id><published>2008-12-10T08:32:00.000-08:00</published><updated>2008-12-25T10:15:10.004-08:00</updated><title type='text'>Latte alla spina e disinformazione</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kL7yFl5OkBs&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kL7yFl5OkBs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Dopo gli incentivi alle energie rinnovabili, adesso ci vogliono togliere anche il latte crudo.&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;latte alla spina&lt;/strong&gt;, quello da rivendita in distributore self service, dove si riempie la stessa bottiglia più e più volte, per intenderci. Lo stesso per il quale, dal 6 all'8 dicembre, &lt;strong&gt;Telethon&lt;/strong&gt; ha fatto partire una &lt;a href="http://www.consorziotutelalattecrudo.it/brochure.pdf"&gt;corsa di solidarietà&lt;/a&gt; in collaborazione con il &lt;a href="http://www.consorziotutelalattecrudo.it/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Consorzio Tutela Latte Crudo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e la Regione Lombardia: ogni due litri di latte venduti, il terzo è donato alla &lt;strong&gt;ricerca sulle malattie genetiche&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Nonostante questa importante iniziativa, la situazione è abbastanza grave: in una parola, &lt;strong&gt;disinformazione&lt;/strong&gt;. In questi giorni, su reti televisive e testate giornalistiche nazionali, alcuni articoli e servizi stanno procurando forte discredito verso questo alimento, danneggiando gli stessi allevatori e produttori.&lt;br /&gt;Frasi del tipo &lt;em&gt;"&lt;/em&gt;&lt;a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/macerata/2008/12/06/137506-latte_alla_spina_allarme_batteri.shtml" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Latte alla spina, allarme batteri&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;"&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=795553&amp;amp;canale=ORA&amp;amp;articolo=LATTE%20CRUDO:%20ZAIA%20TELEFONA%20A%20MARTINI,%20E" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Latte crudo - E' necessario bollirlo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;, o ancora &lt;em&gt;"&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/latte-crudo-allarme051208.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Il Ministero ipotizza uno stop delle vendite&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;, si sprecano.&lt;br /&gt;9 casi di sindrome emolitico uremica indotta da &lt;strong&gt;Escherichia Coli O 157&lt;/strong&gt;, presi a pretesto per diffondere l'idea della diretta implicazione del consumo di latte crudo non pastorizzato, sono stati più che sufficienti a far partire il perverso tam tam mediatico utile a generare clamore, insicurezza e disaffezione: le condizioni ideali affinché vi sia un intervento legislativo all'insegna delle più ingiuste restrizioni.&lt;br /&gt;Con il Meetup &lt;em&gt;"Amici di Beppe Grillo di Brescia"&lt;/em&gt; ho raccolto alcune dichiarazioni del Dr. &lt;strong&gt;Fausto Cavalli&lt;/strong&gt;, agronomo zootecnico, coordinatore di &lt;a href="http://www.bevilatte.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Bevilatte Srl&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, &lt;em&gt;Agenzia di Servizi per l'Agricoltura&lt;/em&gt;. La sua esperienza ci dimostra come in realtà questi clamorosi casi siano falsi, poiché &lt;strong&gt;nulla è mai stato dimostrato&lt;/strong&gt; (nel 2008, le analisi disposte dall'Autorità Sanitaria hanno riscontrato la totale assenza dell'&lt;em&gt;Escherichia Coli O 157&lt;/em&gt; in tutti i 1423 campioni analizzati), ed anzi i produttori coinvolti proseguono a vendere regolarmente il loro latte, magari dopo aver denunciato a suo tempo alcuni funzionari ASL che li costringevano a tenere chiusi i distributori.&lt;br /&gt;Ci siamo chiesti il perché di una tale insistente campagna denigratoria, e la risposta non si è fatta attendere.&lt;br /&gt;Il fenomeno del latte crudo alla spina parte proprio dalla nostra città, Brescia, ed è arrivato ad oggi ad estendersi fino a &lt;strong&gt;1000 distributori sul territorio nazionale&lt;/strong&gt; (405 solo in Lombardia), ciascuno dei quali vende circa 100 litri di latte al giorno, per 365 giorni all'anno. Un litro di latte alla spina costa mediamente 1 euro, ovvero 50 centesimi in meno del latte pastorizzato fresco da supermercato (fonte: &lt;a href="http://www.clal.it/" target="_blank"&gt;http://www.clal.it/&lt;/a&gt;). Tirando le somme, si tratta di &lt;strong&gt;18 milioni di euro&lt;/strong&gt; che in un anno &lt;strong&gt;scompaiono&lt;/strong&gt; dalle tasche delle grandi distribuzioni e &lt;strong&gt;multinazionali lattaie&lt;/strong&gt;, a beneficio di noi cittadini che paghiamo meno e beviamo tutta salute, riscoprendo il rapporto diretto con l'agricoltura. In allegato riporto un &lt;a href="http://files.meetup.com/207896/Fausto%20Cavalli%20-%20Latte%20alla%20spina%20e%20disinformazione.pdf"&gt;testo documentato&lt;/a&gt; redatto dallo stesso Dr. Cavalli.&lt;br /&gt;La tempistica quasi svizzera con la quale si sono manifestati i ripetuti allarmi sui casi di affezione da &lt;em&gt;Escherichia Coli O 157&lt;/em&gt;, induce a pensare che l'iniziativa che vede protagonisti agricoltori e Telethon abbia forse dato "troppo" risalto al consumo di latte alla spina, una pratica a nostro avviso salutare ed economica. Due concetti, questi, che in un mondo devastato da un consumismo sempre più isterico e frenetico, devono essere messi in condizione di non nuocere.&lt;br /&gt;Per quanto ci riguarda, &lt;strong&gt;continueremo ad acquistare il latte crudo alla spina&lt;/strong&gt;, e a rifornirci presso i distributori in città. Inoltre, in sua difesa firmeremo la &lt;a href="http://www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo/index.html"&gt;petizione&lt;/a&gt; al Ministro delle Politiche Agricole Zaia e al sottosegretario Martini, promossa dal &lt;em&gt;Consorzio Tutela Latte Crudo&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;per dire "no" alla chiusura preventiva dei distributori&lt;/strong&gt; di latte crudo.&lt;br /&gt;Confidiamo di vedere anche le vostre firme accanto alle nostre.&lt;br /&gt;E speriamo Beppe Grillo ci perdonerà, se per questa volta rinunciamo ad adottare la sua formula &lt;em&gt;"le fragole sono mature"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Oggi preferiamo questa: &lt;em&gt;"la mucca è stata munta"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Loro non molleranno mai, &lt;strong&gt;noi neppure&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una piccola rassegna stampa che pare ridare lustro al latte crudo alla spina:&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;La Voce di Mantova - "&lt;/em&gt;&lt;a href="http://files.meetup.com/207896/La%20Voce%20di%20Mantova%20-%202008-12-06%20-%20Latte%20crudo.jpg"&gt;&lt;em&gt;Latte crudo: per il 2009 costerà un euro al litro&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Il Mattino di Padova - "&lt;/em&gt;&lt;a href="http://files.meetup.com/207896/Il%20Mattino%20di%20Padova%20-%202008-12-07%20-%20Latte%20crudo.jpg"&gt;&lt;em&gt;Il Latte crudo fa male? Sì, alla concorrenza&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Cooperativa Il Salvagente - "&lt;/em&gt;&lt;a href="http://files.meetup.com/207896/Cooperativa%20%27%27Il%20Salvagente%27%27%20-%20Latte%20crudo.jpg"&gt;&lt;em&gt;La scheda: latte crudo e latte pastorizzato, cosa cambia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Il Giornale di Brescia - "&lt;/em&gt;&lt;a href="http://files.meetup.com/207896/Giornale%20di%20Brescia%20-%202008-12-08%20-%20Latte%20crudo.jpg"&gt;&lt;em&gt;Latte, attacco ingiustificato&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ps&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Mentre scrivo mi giunge la più indecente fra le notizie che era lecito attendersi da questa vergognosa campagna denigratoria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=796128&amp;amp;canale=ORA&amp;amp;articolo=LATTE"&gt;Latte crudo: Martini firma ordinanza per indicazione "Obbligo di bollitura"&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fonte: ASCA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come posso avere fiducia nel mio futuro, in questo Paese?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-7275009104387161622?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/7275009104387161622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=7275009104387161622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7275009104387161622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7275009104387161622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2008/12/latte-alla-spina-e-disinformazione.html' title='Latte alla spina e disinformazione'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-1924470139681748564</id><published>2008-11-06T02:48:00.000-08:00</published><updated>2008-12-25T10:14:38.608-08:00</updated><title type='text'>Yes, we can</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;object height="295" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/z4W2_raF_iw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/z4W2_raF_iw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sarà perchè viviamo nell'era della tecnologia, di internet, della &lt;strong&gt;rete&lt;/strong&gt;, che ci fa sentire tutti più vicini, ci consente di &lt;strong&gt;condividere&lt;/strong&gt; speranze, orrori e battaglie, l'uno al fianco dell'altro.&lt;br /&gt;Sarà perchè il dramma che sta attraversando un Paese di oltre duecento milioni di persone - nella &lt;strong&gt;guerra&lt;/strong&gt; insana e scellerata, nella sanità che sceglie di &lt;strong&gt;ammazzare&lt;/strong&gt; i suoi cittadini anzichè salvarli, nei crack finanziari che lasciano &lt;strong&gt;sulla strada&lt;/strong&gt; migliaia di famiglie - lo sentiamo anche un po' nostro.&lt;br /&gt;Sarà perchè espressioni come &lt;em&gt;"ritiro dall'Iraq"&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;"sanità pubblica"&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;"energie rinnovabili"&lt;/em&gt; possono fare molto male a chi crede di poter gestire il proprio Paese come un'azienda di famiglia, rivolgendosi esclusivamente &lt;strong&gt;ai propri creditori&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Sarà perchè gran parte del mondo ha riposto la propria fiducia e speranza in chi professa &lt;strong&gt;l'ora giunta del cambiamento&lt;/strong&gt;, il momento in cui bisogna fermarsi dal cadere ed &lt;strong&gt;iniziare a rialzarsi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Sarà perchè non si sa dove sia scritto che alla Casa Bianca possono arrivare solo i bianchi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oggi un nero &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/speciali/2008/elezioni_usa/"&gt;&lt;strong&gt;ce l'ha fatta&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;L'America ha scelto, e senza possibilità di replica. Ma il potere che oggi detiene Barack Obama è in realtà &lt;strong&gt;ben più grande&lt;/strong&gt; dei soli sentimenti dei suoi concittadini. E' la volontà di cambiamento non solo della sua America, ma di altre centinaia di milioni di persone che da fuori hanno sperato, tifato, urlato &lt;em&gt;"svegliatevi!"&lt;/em&gt; ad un popolo che sembra dormire un sonno profondo. Come il nostro. Come l'Italia, in cui il motto ricorrente degli ultimi giorni è diventato &lt;em&gt;"Se non ve lo prendete voi, datelo a noi"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Oggi sembra essere &lt;strong&gt;un giorno diverso&lt;/strong&gt;. Oggi ci sembra di essere tutti uguali, nessuno conta più dell'altro, le voci di ognuno hanno la forza di essere ascoltate senza prevaricazioni. E' una strana sensazione, quasi di leggerezza, inebriante. Sembra di vivere in un sogno. &lt;strong&gt;A dream&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ma quel sogno, quel meraviglioso sogno che tanto stava a cuore ad un altro americano di colore che faceva &lt;em&gt;"Re"&lt;/em&gt; di cognome, è ancora lontano. Il cammino è appena iniziato, ora staremo a vedere dove porterà.&lt;br /&gt;Non mi aspetto alcuna rivoluzione. &lt;strong&gt;Ma almeno provaci, fratello&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Yes, we can&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La sua lunga corsa ci fa spiccare il volo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Repubblica - 04 novembre 2008 - Pg. 4, sezione: Politica estera&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Parks"&gt;&lt;em&gt;Rosa Parks&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; si sedette (sull'autobus) così che &lt;/em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King"&gt;&lt;em&gt;Martin Luther King&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; potesse camminare. E Martin Luther King ha marciato così che &lt;/em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barack_Obama"&gt;&lt;em&gt;Barack Obama&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; potesse correre. Barack Obama adesso corre affinché noi tutti possiamo spiccare il volo. E' questo quello che penso, è questo quello che posso dire quando ormai manca poco al grande giorno. Non vedo l'ora che sia il 5 novembre, domani quando si saprà tutto, per potergli dire: "Ciao, Fratello Presidente!". Non posso dirvi per chi votare, ma posso dirvi: votate."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Jay-Z, rapper americano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Date un'occhiata a:&lt;br /&gt;- il suo &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=10774&amp;amp;sez=HOME_NELMONDO&amp;amp;npl=&amp;amp;desc_sez="&gt;programma elettorale&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;- il video musicale &lt;em&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY"&gt;"Yes, we can"&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; (anche con sottotitoli in &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=QiR1Q9Zgc3E"&gt;italiano&lt;/a&gt;);&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=Qq8Uc5BFogE"&gt;Wassup 2008&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enjoy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;Adrian was there&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-1924470139681748564?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/1924470139681748564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=1924470139681748564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1924470139681748564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/1924470139681748564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2008/11/yes-we-can.html' title='Yes, we can'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-4179239189246894807</id><published>2008-10-09T13:04:00.000-07:00</published><updated>2008-12-25T10:18:10.612-08:00</updated><title type='text'>Ritorno al Vajont</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kwGbgARja0Y&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kwGbgARja0Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dopo lungo, lungo tempo, torno finalmente a scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 4 ottobre sono tornato a &lt;strong&gt;Longarone&lt;/strong&gt;. I compagni di viaggio erano radicalmente cambiati. Questa volta ho avuto il piacere di condividere l'esperienza con Giampietro, altro fiero componente del &lt;em&gt;Meetup&lt;/em&gt; di Brescia, alla prima esperienza con il &lt;strong&gt;Vajont&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Per me è stata la seconda visita, a distanza di quasi un anno dalla prima. E le emozioni si sono moltiplicate a dismisura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno, nel fine settimana che precede l’anniversario della strage, alcuni superstiti e parenti delle vittime organizzano una &lt;strong&gt;veglia&lt;/strong&gt; nei pressi della diga, per celebrare il ricordo dei cari estinti.&lt;br /&gt;Quest’anno, nel quale ricorre il 45° anniversario della strage, ho avuto l’onore di partecipare. Lo considero un onore, sì. Perché trascorrere anche pochi istanti, in silenzio, al fianco di anime di tale straordinaria &lt;strong&gt;umanità&lt;/strong&gt;, sensibilità e rispetto, è per me un tesoro di inestimabile valore. Ogni &lt;strong&gt;sguardo&lt;/strong&gt; è una lezione di vita, ogni &lt;strong&gt;gesto&lt;/strong&gt; un cenno da emulare e condividere, ogni &lt;strong&gt;parola&lt;/strong&gt; è saggezza da conservare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo in oltre quaranta persone, lassù. Bambini, madri, padri, ragazzi, nonni, coppie. Tra queste anime &lt;strong&gt;Lucia Vastano&lt;/strong&gt;, giornalista dal carattere forte e tenace, autrice del libro inchiesta &lt;em&gt;"&lt;/em&gt;&lt;a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/vastano_lucia-vajont_londa_lunga.aspx?ean=9788879289702"&gt;&lt;em&gt;Vajont, l’onda lunga&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;, e &lt;strong&gt;Mario Pozzobon&lt;/strong&gt;, superstite che ci fece da guida la volta precedente e che nella strage ha perduto il senso di un’esistenza. Un’intera famiglia spazzata via. La notizia che lo raggiunge quando è fuori da Longarone, la corsa a casa. Che &lt;strong&gt;non c’è più&lt;/strong&gt;. E nessun sostegno al quale appigliarsi. La solitudine che ti lascia per terra, inerme, incapace di rialzarti. Come lui tanti, tantissimi altri.&lt;br /&gt;Siamo rimasti lì per ore, &lt;strong&gt;davanti ad un fuoco&lt;/strong&gt; scoppiettante, ininterrotto. Giacche a vento, sciarpe, guanti, tutto per resistere ad un freddo che penetrava fin nelle ossa. La diga, la storia, noi. Niente avrebbe potuto allontanarci da quel momento di intensa condivisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo ascoltato impietriti le agghiaccianti storie e le ingiustizie che i superstiti hanno dovuto subire in tutti questi anni, come se la disgrazia, la perdita dei propri cari, il dolore della solitudine forzata e l'aver perso la speranza di andare avanti non fosse stato abbastanza.&lt;br /&gt;Lo Stato Italiano fece subito sentire la propria immancabile presenza-assenza, soprattutto nel momento in cui si dovevano tirare le somme per i risarcimenti ai superstiti, ponendosi il vero obiettivo: come sbrigare la pratica pagando &lt;strong&gt;il meno possibile&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La pioggia di soldi destinata alla ricostruzione. La corsa alle licenze. Aziende arrivate da luoghi lontani, che nulla avevano a che fare con il Vajont, fecero fuoco e fiamme pur di accaparrarsi i terreni per costruire e ricostruire. Il progresso e lo sviluppo facevano il loro tronfio ingresso sulla scena, fra quelle valli, facendosi fregio di un sacrificio che si contava su quasi duemila anime scomparse.&lt;br /&gt;Tutto, di quanto è accaduto da quella tragica notte ad oggi, ci comunica la volontà di uomini senz'anima di sopprimere il ricordo, imponendo l'obbligo di dimenticare, a beneficio di interessi personali, di perversi accomodamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo ascoltato le loro parole in &lt;strong&gt;silenzio&lt;/strong&gt;, con profondo rispetto per il loro immenso dolore.&lt;br /&gt;Sono arrivati a raccogliere 30.000 firme, portandole a piedi direttamente a Roma, al Presidente della Repubblica Napolitano, perchè i responsabili della strage, tra cui lo Stato Italiano e l'ENEL, riservassero loro finalmente le &lt;strong&gt;scuse&lt;/strong&gt; di una vita, pace dei ricordi, mai arrivate in 45 anni. Una raccolta che chiedeva a gran voce l'istituzione di una &lt;strong&gt;giornata per la memoria&lt;/strong&gt;, per commemorare tutti i disastri ambientali causati dall'uomo. Niente da fare. Per questo genere di richieste non c'è spazio nè tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo tutti lì, a raccontarci attorno al fuoco. Tutti accomunati da un unico sentimento: la speranza di non dover &lt;strong&gt;mai vivere&lt;/strong&gt; un'esperienza del genere. Ma con la voglia di condividere, raccontare e rinverdire un passato che tanto, tanto ancora ha da insegnarci. Esattamente come l'oggi in cui viviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domenica seguente, centinaia di &lt;strong&gt;palloncini colorati&lt;/strong&gt; sono volati in cielo. Ognuno di essi recava con sé un messaggio, scritto da un bambino e dedicato ad un altro bambino, uno dei 465 morti l'8 ottobre del 1963. I bambini hanno chiesto che non venga mai più causata una disgrazia come quella del Vajont.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi è giunto il momento dei saluti. Ciao, Mario. Ciao Lucia. Ciao Carolina. Non vi lasciamo. Il nostro è un arrivederci. Troppi sono i ricordi che vanno preservati, non possiamo abbandonarvi.&lt;br /&gt;Una signora ci si è avvicinata porgendoci &lt;strong&gt;le sue scuse&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Perché ci chiede scusa, signora?"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Perché vi abbiamo regalato questo mondo. Perdonateci, ragazzi".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La sera, al ritorno a casa, ho pianto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disastro del Vajont rappresenta tutto ciò contro il quale combattiamo ogni giorno. Dagli interessi alle negligenze, all'opportunismo, alla politica subordinata all'economia.&lt;br /&gt;Quella disgrazia è il simbolo di ciò che non saremmo mai dovuti diventare. Eppure lo stiamo diventando, inesorabilmente, o lo siamo già diventati. Non avremmo mai dovuto farlo, la natura ce lo disse allora, ma oggi nulla è cambiato. Non è un caso che non si voglia ricordare un'evento del genere. Il rischio è quello di delegittimare la merda che vediamo attorno a noi, di renderci conto dell'infimo livello che abbiamo raggiunto. Un pericolo per i soliti ignoti, i &lt;em&gt;"pochi nei posti giusti"&lt;/em&gt;. E' la prova storica che siamo stati portati intenzionalmente a diventare un Paese privo di memoria. Dopo oltre 40 anni non un cenno di cambiamento, anzi, la voragine è sempre più vicina, &lt;strong&gt;ci siamo già dentro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Siamo noi&lt;/strong&gt; la frana del Vajont. E continuiamo a cadere, a travolgere tutto ciò che incontriamo sul nostro cammino, senza limiti di decenza.&lt;br /&gt;Eppure questo è il mondo che stiamo costruendo per loro. Per i nostri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dimenticare&lt;/strong&gt;.&lt;strong&gt; Mai&lt;/strong&gt;. Abbandonare, nemmeno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Esserci&lt;/strong&gt;.&lt;strong&gt; Sempre&lt;/strong&gt;. E ci saremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meetup. Enjoy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ps&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ho realizzato un &lt;strong&gt;video&lt;/strong&gt; di questa meravigliosa esperienza. Il primo che abbia mai fatto in vita mia. Ci ho impiegato un giorno, ho perfino scoperto cos'è una &lt;em&gt;"dissolvenza in entrata"&lt;/em&gt;. Spero che il risultato sia soddisfacente. Per mio padre lo è stato, lo ha definito &lt;em&gt;"emozionante, vero"&lt;/em&gt;. E, in sincerità, tanto mi basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-4179239189246894807?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/4179239189246894807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=4179239189246894807' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/4179239189246894807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/4179239189246894807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2008/10/ritorno-al-vajont.html' title='Ritorno al Vajont'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-8205350683028772102</id><published>2008-01-27T14:38:00.000-08:00</published><updated>2008-01-27T14:50:12.589-08:00</updated><title type='text'>Rifiuti Zero: un futuro possibile</title><content type='html'>Sono quasi due anni che contribuisco alla costruzione del &lt;strong&gt;percorso Meetup&lt;/strong&gt;. Il termine è voluto, ritengo renda perfettamente l'idea di un percorso &lt;em&gt;formativo&lt;/em&gt; ed esistenziale, che mi porterà (e con me tutti i miei compagni d'avventura) a compiere alcune tra le scelte più importanti della mia vita. La prima, quella di non nascondere la testa sotto la sabbia, l'ho già oltrepassata. Adesso bisogna proseguire il cammino.&lt;br /&gt;Da due anni a questa parte ho sempre cercato di dare il meglio, nella buona e nella cattiva sorte, nelle frenesìe, nelle incomprensioni e nei confronti diretti, ai quali non ho mai osato sottrarmi.&lt;br /&gt;Ci sarebbe da chiedersi cosa spinge un individuo ad esserci e a crederci così &lt;em&gt;intensamente&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Non credo si tratti soltanto della necessità di informarsi, di sapere e conoscere, di scavare a fondo, senza fermarsi alla prima "&lt;em&gt;verità&lt;/em&gt;". La cosa più importante, che ho imparato a comprendere con il trascorrere del tempo, è ciò che viene dopo. &lt;strong&gt;Sono le persone&lt;/strong&gt; che questo percorso ti permette di incontrare. Un numero in continua crescita di anime senza età, con la forza di guardare sempre avanti e dalle idee in grado di cambiare il mondo in un istante. Persone che ti danno la sicurezza di non essere solo. &lt;strong&gt;Paul Connett&lt;/strong&gt; è una di queste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Docente di Chimica Ambientale presso la St. Lawrence University di New York, è ad oggi uno dei più importanti esperti in materia di gestione dei rifiuti a livello mondiale, nonchè massimo teorico della strategia &lt;strong&gt;&lt;a href="http://files.meetup.com/207896/Strategia%20Rifiuti%20Zero.pdf"&gt;Rifiuti Zero&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Spesso in Italia, Paese che ama visceralmente, compie viaggi nella penisola invitato in ogni parte della nazione per diffondere questa nuova coinvolgente filosofia. Ieri, nella sua tappa bresciana, è stato ospite del nostro Meetup. Una circostanza che mi rende straordinariamente fiero ed orgoglioso. Un'organizzazione impeccabile, dalla visita pomeridiana all'inceneritore fino alla conferenza serale e alla conclusione in vineria. Il 2008 mi regala un primo ricordo da conservare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul Connett è una di quelle persone che quando hai modo di conoscerle &lt;strong&gt;ti rimangono dentro&lt;/strong&gt;. E' come se una parte di loro entrasse dentro di te, per mantenere forte il legame che si è creato in così breve tempo, in attesa di assaporare il piacere di incontrarsi ancora, momento che in cuor tuo speri arrivi il prima possibile, perchè hai scoperto di avere un dannato bisogno di quei sorrisi, di quelle risate in compagnia, di quei contenuti e concetti così alti, espressi con &lt;strong&gt;semplicità&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;chiarezza&lt;/strong&gt; sconvolgenti. Una forza che ti investe come un fiume in piena, ti contagia con la sua schiettezza, quasi infantile, e la voglia estrema di &lt;strong&gt;coltivare rapporti umani&lt;/strong&gt; fino a quando il tempo lo consentirà.&lt;br /&gt;Ti regalano qualcosa, queste persone, qualcosa di importante. Una virtù insperata, &lt;strong&gt;il coraggio di compiere scelte&lt;/strong&gt; che prima non avresti immaginato di avere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doctor Paul ha tenuto ieri sera una &lt;strong&gt;lezione di vita&lt;/strong&gt;, non una semplice conferenza. L'argomento affrontato, "Rifiuti Zero", va così interpretato. E' voglia di vivere, e di tornare a vivere in un mondo che sembra non appartenerci.&lt;br /&gt;Una sala stracolma (tra le 250 e le 300 persone) è rimasta per oltre un'ora e mezza ad ascoltarlo parlare. In piedi o seduti, coinvolti dal quell'istrionico personaggio, abbiamo assistito alla meravigliosa esecuzione di una sinfonia dedicata alla nostra memoria e al nostro futuro.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rifiuti Zero&lt;/em&gt; è la soluzione, l'unica in grado di ricondurre dignità e benessere.&lt;br /&gt;Cittadini, aziende ed amministratori pubblici: tre responsabilità che devono camminare fianco a fianco, insieme, per risolvere a monte il problema dello smaltimento dei rifiuti. Riduzione, la parola d'ordine.&lt;br /&gt;Raccolte differenziate porta a porta con tariffe puntuali, riciclaggio e compostaggio; uso, riuso, scambio e regalo degli oggetti; prodotti senza imballaggio, "alla spina" e biodegradabili, o ideati in modo da poter essere recuperati in ogni minima parte; non demolizioni, ma decostruzioni; incentivi e coinvolgimento delle responsabilità chiamate ad intervenire.&lt;br /&gt;Il mondo in cui viviamo ci chiede di &lt;strong&gt;tornare a vivere, non di farsi incenerire&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Questa è &lt;em&gt;Rifiuti Zero&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Grazie&lt;/strong&gt; al Prof. Connet. Grazie per il solo fatto di esistere, grazie se oggi sappiamo che ciò che sosteniamo non sono sogni, ma fatti concreti, reali, per i quali &lt;em&gt;credere&lt;/em&gt; non è solo un'eventualità, ma un dovere.&lt;br /&gt;Con quel gusto rabbioso e un po' nevrotico di urlare al cielo nella nostra stanza: "&lt;em&gt;cazzo, ci sono anche io in questo mondo. E posso fare qualcosa&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Grazie a Giulia, fiera componente del Gruppo Ambiente/Immondezzai.&lt;br /&gt;Grazie a Chicco, interprete piacevole da ascoltare, la cui saltuaria presenza mi ha concesso di rispolverare un inglese mai sopito. E grazie agli altri meravigliosi ragazzi del Meetup che hanno contribuito a rendere possibile questo fantastico evento, anche solo con la loro presenza.&lt;br /&gt;Grazie a tutti coloro che c'erano, e che ci saranno in futuro. Perchè questo è ciò che conta. &lt;strong&gt;Esserci&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esserci tutti, sempre coinvolti, magari anche un po' estasiati, senza vergogna di dirlo. Come il sottoscritto, due minuti dopo il primo contatto con Paul Connet, avvenuto poco prima di accompagnarlo, con una squadra di indomiti grilli bresciani, nel ventre di un &lt;strong&gt;inferno&lt;/strong&gt; in grado di fagocitare quasi un milione di tonnellate di materia all'anno, dicendole &lt;strong&gt;addìo per sempre&lt;/strong&gt;. Per molti un modello da seguire. Per Paul Connet - e per me - un episodio da dimenticare, magari cantando &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=szKm0qHDTt0"&gt;una canzone&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, in maniera spensierata, così come si scaccia il peggiore degli incubi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-8205350683028772102?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/8205350683028772102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=8205350683028772102' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/8205350683028772102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/8205350683028772102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2008/01/rifiuti-zero-un-futuro-possibile.html' title='Rifiuti Zero: un futuro possibile'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-3390816758509968563</id><published>2008-01-01T11:32:00.000-08:00</published><updated>2008-01-03T10:53:24.214-08:00</updated><title type='text'>Primo gennaio</title><content type='html'>Il &lt;strong&gt;primo gennaio&lt;/strong&gt; è sempre il primo gennaio. Anche perchè è difficile che riesca ad essere contemporaneamente un altro giorno. Sarebbe stupefacente.&lt;br /&gt;Con il primo gennaio la depressione che puntualmente mi coglie a Natale scivola via come neve al sole. Se ne va, lasciandomi &lt;strong&gt;libero&lt;/strong&gt;. Per un giorno. E forse anche per altri, non mi è dato saperlo.&lt;br /&gt;Quello che so è che in questo giorno mi sento bene. Sempre. Mai trascorso un primo gennaio nella tristezza. Respiro senza affanni, mando affanculo senza pensieri, me ne fotto del mondo e lui se ne fotte di me. Fra noi due, per qualche istante, è &lt;strong&gt;tregua&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo gennaio è &lt;strong&gt;la più&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;esclusiva fra le prime volte&lt;/strong&gt;. Più del primo amore, del primo orgasmo, del primo concerto, del primo tocco di palla in una partita di calcio fra amici. &lt;strong&gt;Si ripete sempre&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;E' come &lt;strong&gt;rinascere&lt;/strong&gt;, risorgere a nuova luce. E' alzare la testa dall'acqua e trarre un profondo respiro dopo un'interminabile periodo di apnea. E' rincorrere un tornado di emozioni che vorresti vivere in ogni momento, nell'anno appena iniziato.&lt;br /&gt;Il primo gennaio &lt;strong&gt;non tradisce&lt;/strong&gt;. Mai. C'è sempre e sempre ci sarà, per tutti. E a tutti verrà data un'occasione - dovesse durare anche un solo istante - per dimenticare, o per conservare i ricordi più intensi. E da lì ricominciare, costruire, sognare, fra nuove speranze e caparbie illusioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo primo gennaio riscopro &lt;strong&gt;due ricordi&lt;/strong&gt;, due immagini dell'anno appena trascorso, che porterò con me per lungo tempo e sui quali ho intenzione di costruire qualcosa. Qualcosa di importante.&lt;br /&gt;Il primo ricordo è &lt;strong&gt;la luce del sole&lt;/strong&gt;. Quella che sabato 8 settembre rasentava le migliaia di teste dei cittadini bresciani accorsi in piazza per partecipare al &lt;em&gt;V-Day&lt;/em&gt; promosso da Beppe. Quel giorno ho visto esplodere tutta la mia esasperazione, rabbia, solidarietà, fiducia, tenacia, voglia di cambiare le cose. Un fiume in piena, devastante, mi ha colto senza darmi il tempo di reagire. Un urlo a squarciagola diretto al cielo, senza fermate intermedie. Quel giorno ho urlato al mondo che esistevo anch'io. E che posso fare qualcosa. E' un'immagine che conserverò per ciò che mi attende, per quello che la vità mi riserverà. Per &lt;strong&gt;il mio futuro&lt;/strong&gt;. Per come voglio che sia. Oggi mi sento più forte, e voglio che il mio futuro lo sappia.&lt;br /&gt;La seconda istantenea è la &lt;strong&gt;diga del Vajont&lt;/strong&gt;, di notte. Sono circa le dieci di sera, in quel lontano 9 ottobre 1963, quando l'acqua tracima dal bacino della valle per schiantarsi su Longarone, portandosi via migliaia di esseri umani. Con gli altri compagni del viaggio che ho compiuto a fine ottobre ho cercato di immaginare il fragore dell'onda contro la montagna, e il tonfo della terra, e degli alberi, e delle rocce che cadevano. E il vento, le gocce finissime, che anticipavano l'immane massa d'acqua che di lì a poco avrebbe compiuto l'ecatombe. Un massacro stupido, inutile, in nome del profitto, dell'interesse, di ghigni perversi, senza vita. Di troie dell'anima. Ma è un passato che non vuol morire, ed è vivo ancora oggi, lo sento più che mai. Le disgrazie di un tempo così vicino non ci hanno insegnato nulla. la frana del Vajont siamo noi, tutt'oggi, e continuiamo a cadere. Ho deciso di imprimere questa esperienza dentro di me. Per non dimenticare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il primo gennaio. E nel cuore ho sempre &lt;strong&gt;lei&lt;/strong&gt;, uno dei pochi ricordi che non se ne andrà mai, finchè avrò vita. Quel bacio che le diedi in un'aria di pioggia in arrivo, in piena notte, alla fine di un'estate trascorsa a rincorrerla. Chissà se avrò mai il coraggio di raggiungerla di nuovo.&lt;br /&gt;Chissà cosa mi riserverà il nuovo anno.&lt;br /&gt;Oggi è il primo gennaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian is there.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-3390816758509968563?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/3390816758509968563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=3390816758509968563' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3390816758509968563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3390816758509968563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2008/01/primo-gennaio.html' title='Primo gennaio'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-8961973148567137046</id><published>2007-11-20T10:52:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T15:58:24.651-08:00</updated><title type='text'>A futura memoria. La libertà che abbiamo, ce la siamo presa</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/R0MyYVNsdxI/AAAAAAAAAFg/2uidGdeRWFo/s1600-h/Sabina+1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135003393725331218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/R0MyYVNsdxI/AAAAAAAAAFg/2uidGdeRWFo/s400/Sabina+1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;Una settimana fa avevo il piacere di conoscere &lt;strong&gt;Sabina Guzzanti&lt;/strong&gt;. Con macchina e capelli tirati a lucido per l'occasione, ero andato a prenderla a Milano assieme a Paolo, per scortarla poi a Brescia, affinchè partecipasse ad un evento organizzato dal nostro Gruppo MeetUp. Con lei c'era anche Romina, sua collaboratrice, addetta all'ufficio stampa dell'Ambra Jovinelli di Roma. Queste persone, assieme a Giulia, altra meravigliosa perla del MeetUp, mi hanno consentito di realizzare un piccolo sogno. Quello di vedere negli occhi lucidi di mia madre e mio padre la consapevolezza che la passione del proprio figlio per questa attività non è mal riposta, ma va coltivata, e con essa l'incitamento ad andare avanti, a non mollare, a tenere duro. Come forse poche volte nelle mia vita, quel giorno mi sono sentito fiero di me stesso.&lt;br /&gt;Vi voglio bene, &lt;strong&gt;senza di voi non sarei niente&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che esperienza &lt;strong&gt;stupenda&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Dopo il Vajont, un altro ricordo che porterò nel mio cuore per lungo tempo.&lt;br /&gt;Ho visto la gente in piedi, o &lt;strong&gt;seduta per terra&lt;/strong&gt;, ad empire un cinema vecchio stile, con platea e tanto di balconata, che con tutta quella gente sembrava ancora più grande, immenso. Un altro &lt;em&gt;Nuovo Cinema Paradiso&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Saranno stati cinquecento posti, a stento. Un limite travolto dalle centinaia di persone accorse a vederla. Centinaia di persone che nel mio piccolo ho contribuito a portare lì, perchè avessero modo di ascoltare dal vivo la voce di un'artista che ogni giorno di più scopro essere eccezionale, forte e tenace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seppur in fretta e furia, fra dubbi e incertezze, abbiamo realizzato un'impresa.&lt;br /&gt;La proiezione del film "&lt;strong&gt;Le ragioni dell'aragosta&lt;/strong&gt;", l'ultimo di Sabina, il secondo dopo "&lt;em&gt;Viva Zapatero!&lt;/em&gt;" e il dibattito a seguire, con lei presente in sala, sono stati un successo. Una sala gremita, entusiasta, con occhi solo per lei. Tutti ad ascoltarla raccontare aneddoti tratti dalla sua sconvolgente vicenda professionale, la soppressione di &lt;em&gt;Raiot&lt;/em&gt;, uno dei molteplici casi di limitazione della libertà d'espressione che abbiamo avuto modo di scorgere negli ultimi anni. E poi il &lt;strong&gt;ricordo&lt;/strong&gt; sentito di &lt;strong&gt;Enzo Biagi&lt;/strong&gt;, di ciò che si perde e ciò che rimane dopo la sua scomparsa, della rabbia e della necessità di non lasciarsi andare, poichè i valori da difendere sono troppo importanti per gettare la spugna senza combattere. Infine l'elogio a tutti i &lt;strong&gt;Gruppi MeetUp&lt;/strong&gt;, portavoci di una necessità - quella di muoversi in prima persona affinchè i propri diritti, la salute e il benessere divengano nuovamente le priorità indiscusse - mai percepita così intensamente.&lt;br /&gt;E pensare che il film non sono riuscito nemmeno a vederlo. Nulla da lamentare, figuriamoci. Ho avuto l'onore di cenare con lei durante la proiezione. Un onore che tuttavia avrei preferito condividere con molti altri dei miei compagni, come Giulia, ma purtroppo non è stato possibile. Ci sarà il tempo di viverlo di nuovo, senza rimpianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo ha pubblicato due estratti della serata. Li riporto di seguito.&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=gZOaDoc-K7E"&gt;L'amor di patria&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=S8vgtBIKOGc"&gt;L'imitazione di Silvio Berlusconi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho guardato la pellicola venerdì. E sarei già pronto a rivederla ancora, e ancora.&lt;br /&gt;Inebriante, coinvolgente. E' un &lt;strong&gt;cuore&lt;/strong&gt; che batte. E' una danza che aumenta di ritmo con il trascorrere dei minuti. E' di un'&lt;strong&gt;umanità&lt;/strong&gt; meravigliosa.&lt;br /&gt;La storia è quella di un gruppo di comici - quelli del programma cult &lt;em&gt;Avanzi&lt;/em&gt; - che si ritrovano in un paesello sardo, Su Pallosu, per realizzare uno spettacolo che richiami all'attenzione il progressivo svilimento della pesca delle aragoste. E' in realtà una scusa, per tenderci la mano e &lt;strong&gt;camminare dentro noi stessi&lt;/strong&gt;, in un'avventura che porta in grembo un respiro profondo, una folata di aria fresca, un urlo liberatorio che assieme a quello di altri si trasforma in canto, divenendo un inno all'importanza dei rapporti fra le persone, dei ricordi, della memoria, dei sentimenti, della volontà di andare avanti nonostante le avversità, della tenacia, della voglia di ricominciare. Insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ringrazio&lt;/strong&gt; Sabina. Per le emozioni che ci ha fatto vivere e per quelle che arriveranno in futuro, per la rinnovata speranza che ci ha infuso. Ringrazio &lt;strong&gt;di cuore&lt;/strong&gt; Paolo e Giulia, persone dal cuore limpido e splendido, che forse mai mi sarà possibile raggiungere. Senza di loro quest'avventura non avrebbe potuto avere luogo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A futura memoria. La libertà che abbiamo ce la siamo presa&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;(Da "Viva Zapatero!", di Sabina Guzzanti)&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-8961973148567137046?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/8961973148567137046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=8961973148567137046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/8961973148567137046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/8961973148567137046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2007/11/futura-memoria-la-libert-che-abbiamo-ce_20.html' title='A futura memoria. La libertà che abbiamo, ce la siamo presa'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/R0MyYVNsdxI/AAAAAAAAAFg/2uidGdeRWFo/s72-c/Sabina+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-7749895891855708888</id><published>2007-11-11T07:12:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T15:58:25.555-08:00</updated><title type='text'>Enzo c'era</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/Rzc83sn9piI/AAAAAAAAAD8/IbEQWSjpi0s/s1600-h/Enzo+Biagi+-+Ansa+11545767-29010.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5131637227981219362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/Rzc83sn9piI/AAAAAAAAAD8/IbEQWSjpi0s/s400/Enzo+Biagi+-+Ansa+11545767-29010.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La mattina del 6 novembre, martedì, si è spento &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Biagi"&gt;&lt;strong&gt;Enzo Biagi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Era ricoverato in clinica da diversi giorni.&lt;br /&gt;Quando sono venuto a saperlo ero in un bar, stavo bevendo un cappuccino. La notizia mi ha raggiunto per mezzo di un cronista radiofonico.&lt;br /&gt;E' strano come ci si ricordi quasi sempre ciò che si stava facendo nel momento in cui si apprendeva un dramma. E' come se il tempo si fermasse, per rendere il ricordo ancora più &lt;strong&gt;indelebile&lt;/strong&gt; nella tua memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un attimo mi è mancato il respiro, mi sono sentito &lt;em&gt;pesante&lt;/em&gt;, quasi affaticato. Lo &lt;strong&gt;sconforto&lt;/strong&gt; è quello che mi ha colpito con maggiore efficacia, da subito.&lt;br /&gt;Ero consapevole di aver perso qualcosa di importante.&lt;br /&gt;Ho impiegato un po', prima di capire cosa fosse.&lt;br /&gt;Non era solo l'uomo o il giornalista, che se n'era andato. C'era dell'&lt;em&gt;altro&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scrivere&lt;/strong&gt; è una delle mie passioni più grandi.&lt;br /&gt;Provo a raccontare le mie emozioni come fossero immagini da percepire, visivamente, e da conservare. Quello che cerco, in ciò che esprimo, è la speranza che altri possano condividere e trarre forza dalle mie parole. Sentirle proprie. Come quando ci si ritrova a pensare intensamente ad una parola od espressione in particolare, per sentirla dire da qualcuno che ti è accanto in quel preciso momento e sentirsi felici per l'aiuto quasi inaspettato, &lt;em&gt;liberati di un peso&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Le mie parole sono strumenti che altri possono impiegare. E quando ciò avviene, non sono più soltanto io, divento loro stessi. Piango e rido con loro. Sono felice e mi indigno assieme a loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi piace scrivere per me stesso. Lo reputo tempo perso. Ciò che scrivo lo rileggo una volta, anzi nemmeno.&lt;br /&gt;Il pensiero che altri possano leggere di me mi fa stare bene, è come se stessi sempre parlando con qualcuno, senza mai rimanere solo. E' un modo per far fronte alla &lt;strong&gt;solitudine&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Forse avrei potuto fare il giornalista, forse no, non so.&lt;br /&gt;Forse sono ancora in tempo per diventarlo.&lt;br /&gt;Forse lo sono già.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Biagi è stato per me &lt;em&gt;il&lt;/em&gt; giornalismo, ed anzi qualcosa che andava oltre.&lt;br /&gt;Ne era l'essenza &lt;strong&gt;pura&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;assoluta&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Come aprire un dizionario, correre alla voce e trovare il suo nome a significarla.&lt;br /&gt;Il momento in cui l'emozione personale diventa esperienza d'altri.&lt;br /&gt;Il piacere dello scrivere le proprie sensazioni, certezze e titubanze.&lt;br /&gt;La notizia e i lettori come unici editori.&lt;br /&gt;La rincorsa dell'esperienza dal vivo, senza mai fermarsi. Perchè una notizia, prima di scriverla, riportarla o commentarla, va &lt;em&gt;vissuta&lt;/em&gt; e si deve fare tutto quanto è in nostro potere pur di viverla.&lt;br /&gt;E' lì, ferma, ci attende, non è una tesi da dimostrare, ma sostanza da raccogliere.&lt;br /&gt;Bisogna renderla propria, comprenderla a fondo, per poi riproporla all'esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace credere che Biagi &lt;strong&gt;vivesse le sue verità&lt;/strong&gt;. Che le scoprisse ogni giorno, avvalorandole, rendendosene parte. Un uomo vero, semplice, sincero e leale, prima verso gli altri e poi nei confronti di sè stesso.&lt;br /&gt;Un uomo costretto a pagare &lt;em&gt;a caro prezzo&lt;/em&gt; l'amore per la sua professione e i suoi lettori. A futura memoria la sua esperienza di vita, perchè atti di violenza così efferata sulla libertà di espressione non vengano mai più compiuti.&lt;br /&gt;Con lui se ne va non soltanto il &lt;em&gt;giornalista&lt;/em&gt; - forse il migliore di tutti i tempi, assieme a quel mostro sacro che era &lt;strong&gt;Indro Montanelli&lt;/strong&gt; -, bensì un orizzonte di &lt;strong&gt;esperienze&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;valori&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;speranze&lt;/strong&gt; che appartengono a tutti noi, poichè innati nel popolo italiano, ancorati alla sua cultura e alla sua storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amico di sempre, il cardinale &lt;strong&gt;Ersilio Tonini&lt;/strong&gt;, lo ha ricordato in occasione della puntata commemorativa di &lt;em&gt;Annozero&lt;/em&gt; con un'intensità tale che mi sarà impossibile raggiungere.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=LeUQAb-y5dc"&gt;Le sue parole&lt;/a&gt; e la sua commozione sono dentro di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;He was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-7749895891855708888?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/7749895891855708888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=7749895891855708888' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7749895891855708888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7749895891855708888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2007/11/enzo-cera.html' title='Enzo c&apos;era'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/Rzc83sn9piI/AAAAAAAAAD8/IbEQWSjpi0s/s72-c/Enzo+Biagi+-+Ansa+11545767-29010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-7376100328687956448</id><published>2007-11-01T06:48:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T15:58:26.753-08:00</updated><title type='text'>Una montagna che cade</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127870808016171858" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/RynbVM3mM1I/AAAAAAAAAD0/5t1xk3xAZH4/s400/2007-10-27+-+28+-+Viaggio+al+Vajont+010.jpg" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127870670577218370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/RynbNM3mM0I/AAAAAAAAADs/QZDvWlhCU_M/s400/2007-10-27+-+28+-+Viaggio+al+Vajont+024.jpg" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127870455828853554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/RynbAs3mMzI/AAAAAAAAADk/koVHG_ccb3w/s400/2007-10-27+-+28+-+Viaggio+al+Vajont+085.jpg" border="0" /&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Ho trascorso l'ultimo fine settimana a &lt;strong&gt;Longarone&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Longarone è uno dei paesi che il &lt;strong&gt;9 ottobre 1963&lt;/strong&gt; vennero travolti dall'onda che tracimò dalla diga del fiume &lt;strong&gt;Vajont&lt;/strong&gt;. Una delle più gravi catastrofi che investirono il nostro Paese nel secolo passato, figlia degli interessi di uomini senza scrupoli.&lt;br /&gt;Quasi &lt;strong&gt;2000 morti&lt;/strong&gt;. Ma non sapremo mai quanti realmente siano stati, poichè ancora oggi, a distanza di oltre quarant'anni, gli scavi portano alla luce nuovi cadaveri e disseppelliscono ricordi che si vogliono tenere lontani.&lt;br /&gt;Con me c'erano altre 18 persone, per quella che ad oggi considero l'esperienza più &lt;strong&gt;intensa&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;coinvolgente&lt;/strong&gt; che mi abbia dato il Gruppo MeetUp. Forse una delle più importanti della mia vita.&lt;br /&gt;E' un privilegio far parte di un gruppo di persone in grado di darti emozioni del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A farci da guida &lt;strong&gt;Mario&lt;/strong&gt;, un sopravvissuto alla strage. All'epoca aveva 23 anni. Lavorava all'estero. La notizia dello sterminio della sua famiglia - padre, madre, fratello e sorella dispersi - lo raggiunse per telefono.&lt;br /&gt;Una persona che &lt;strong&gt;ha perso tutto&lt;/strong&gt;. Ma non la voglia di vivere. E di ricordare, a futura memoria, affinchè orrori di tale gravità non accadano mai più. Perchè l'interesse e la negligenza non siano più causa di simili amenità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo ascoltato le sue parole in rispettoso &lt;strong&gt;silenzio&lt;/strong&gt;. Quanto fosse emozionante trovarsi lì lo si percepiva soprattutto da quei silenzi. Era l'unico modo per sentirci più vicini al suo &lt;strong&gt;immane dolore&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Talvolta mi ritrovavo a pensare quanta disperazione doveva aver provato quando il suo treno sbucò nella piana, due giorni dopo il disastro. Chissà quale sofferenza, a vedere quel &lt;strong&gt;paesaggio lunare&lt;/strong&gt; che una volta recava in grembo il paese in cui era vissuto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La gola che si stringe mentre comprendi di essere rimasto &lt;strong&gt;solo&lt;/strong&gt; al mondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel mio cuore &lt;strong&gt;ho pianto&lt;/strong&gt; con lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono che ho una fervida immaginazione.&lt;br /&gt;Ho provato ad immaginare &lt;strong&gt;il rumore di una montagna che cede di schianto&lt;/strong&gt; e cade in una valle piena di acqua, facendo levare in cielo un'onda che di lì a pochi minuti si porterà via i ricordi, i rimpianti e le speranze di migliaia di vite umane.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non ci sono riuscito&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I segni della catastrofe ci sono ancora tutti e sono chiari e comprensibili, per cui non &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/RykLxs3mMcI/AAAAAAAAAA0/d-_D0nJAMF0/s1600-h/2007-10-27+-+28+-+Viaggio+al+Vajont+010.jpg"&gt;&lt;/a&gt;è difficile credere che quella sera l'&lt;strong&gt;inferno&lt;/strong&gt; sia sceso sulla terra.&lt;br /&gt;E' impossibile immaginarne le proporzioni, questo sì. Ma a tratti alcuni piccoli particolari sembrano fartela proprio vedere, l'ecatombe.&lt;br /&gt;C'è un'&lt;strong&gt;istantanea&lt;/strong&gt;, nella mia mente, che credo porterò sempre con me. Da sola serve a spiegare la debordante violenza dell'acqua. Nella fotografia che allego sotto non credo venga resa l'idea.&lt;br /&gt;Provo a spiegare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127870163771077410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/Rynavs3mMyI/AAAAAAAAADc/oihjR5q-E2g/s400/2007-10-27+-+28+-+Viaggio+al+Vajont+053.jpg" border="0" /&gt; &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quella che si vede è una delle pareti della gola all'esterno della valle del Vajont.&lt;br /&gt;A sinistra, fuori dall'inquadratura, c'è la diga.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A destra il restringimento dà sulla piana di Longarone.&lt;br /&gt;Quando ci è stata raccontata la storia di quella parete di montagna il sangue mi si è &lt;strong&gt;gelato&lt;/strong&gt; nelle vene.&lt;br /&gt;L'erosione, come si può notare, è a forma di onda. &lt;strong&gt;Quel pezzo di montagna se l'è portato via l'onda che scavalcò la diga per lanciarsi poi su Longarone&lt;/strong&gt;. Ha smosso quelle rocce come fossero sassolini.&lt;br /&gt;Non credo ci siano parole in grado di spiegare come mi sono sentito nell'istante in cui ho realizzato di cosa si trattava.&lt;br /&gt;E' il senso di un'immane disperazione che ti colpisce come una scarica elettrica lungo tutto il corpo. E' un po' come sentire il cuore che non batte più nel petto. E quando provi a chiederti &lt;em&gt;perchè&lt;/em&gt; ti ritrovi a &lt;strong&gt;piangere&lt;/strong&gt;. Ma sai già che la risposta non arriverà &lt;strong&gt;mai&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio i miei compagni d'&lt;strong&gt;avventura&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Da ognuno di loro ho ricevuto altri tasselli per costruire il mosaico della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giulia&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Alessio&lt;/em&gt; ed &lt;em&gt;Elena&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Jenny&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Daniele&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Francesca&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Alberto&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Andrea&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Luca&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Giacomo&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gloria&lt;/em&gt; e le sue figlie, con coppia di amici al seguito;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Roberta&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Fabio&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Grazie a tutti voi, ragazzi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E grazie di cuore a &lt;em&gt;Mario&lt;/em&gt;. La sua disponibilità nei nostri confronti è stata sconfinata, di una squisitezza sublime. A tratti non riusciva a contenere l'emozione.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;La vostra presenza è stata per me la gioia più grande&lt;/em&gt;", ci ha detto.&lt;br /&gt;Non credo di essere mai stato così fiero di appartenere a questo Gruppo così come in quel momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;P.s.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per quanti di voi leggeranno ciò che ho scritto, vi prego, &lt;a href="http://www.vajont.net/"&gt;non dimenticate&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;em&gt;Adrian was there&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-7376100328687956448?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/7376100328687956448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=7376100328687956448' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7376100328687956448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/7376100328687956448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2007/11/una-montagna-che-cade.html' title='Una montagna che cade'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gfh2nKAj3DI/RynbVM3mM1I/AAAAAAAAAD0/5t1xk3xAZH4/s72-c/2007-10-27+-+28+-+Viaggio+al+Vajont+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-3855691722222078214</id><published>2007-10-16T18:22:00.000-07:00</published><updated>2007-10-31T17:17:46.577-07:00</updated><title type='text'>Chi siamo e perchè non siamo altro</title><content type='html'>Siamo quelli che non vogliono saperne più di guardare un cielo le cui nuvole sono &lt;strong&gt;tutte ferme&lt;/strong&gt;. Siamo l'unica nuvola di questo cielo che è stanca di rimanere immobile. Siamo &lt;strong&gt;il vento&lt;/strong&gt; che la farà correre e con lei anche le altre, &lt;strong&gt;una ad una&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Siamo quelli che non osano mettere piede in &lt;strong&gt;un mare senza onde&lt;/strong&gt;. Siamo quelli che il piede lo metteranno solo per provocarle, le onde.&lt;br /&gt;Siamo il sussurro di &lt;strong&gt;un tempo che è stato&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;lamento&lt;/strong&gt; di ciò che respiriamo e il &lt;strong&gt;ruggito di un cuore infranto&lt;/strong&gt; che risorgerà di &lt;strong&gt;nuova luce&lt;/strong&gt;. Siamo il tempo che vogliamo sia.&lt;br /&gt;Siamo il &lt;strong&gt;virus&lt;/strong&gt; che viene iniettato come &lt;strong&gt;cura&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Siamo lo sguardo di un &lt;strong&gt;bambino&lt;/strong&gt; dinnanzi ad un enorme barattolo di cioccolata.&lt;br /&gt;Siamo coloro che più dei nemici avranno paura degli &lt;strong&gt;amici&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Siamo &lt;strong&gt;ovunque&lt;/strong&gt;, ma non lo sappiamo. Siamo dentro ogni cosa ed essere vivente di questo mondo, nel cuore, negli occhi, nell'anima.&lt;br /&gt;Siamo quelli che dopo tanto guardar fuori hanno trovato &lt;strong&gt;il coraggio di guardarsi dentro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Siamo &lt;strong&gt;stanchi&lt;/strong&gt;. Siamo stanchi di tutto questo &lt;strong&gt;assordante silenzio&lt;/strong&gt;, stanchi che la nostra voce si perda nel vuoto. Stanchi di &lt;strong&gt;vivere senza vita&lt;/strong&gt;. Stanchi che ci venga detto cosa fare, come farlo, dove e quando farlo. Siamo stanchi che non ci venga detto perché. Siamo stanchi di dovercelo chiedere sempre, il perché. Siamo stanchi di prenderlo in quel posto. Siamo stanchi di porci domande e &lt;strong&gt;risponderci da soli&lt;/strong&gt;. Stanchi di commiserarci, di piangere lacrime anche per chi non ne ha più. Stanchi di non poter decidere per chi valga la pena lottare, soffrire, ridere, urlare, perdonare. Siamo stanchi di vivere come Alice in un Paese che di Meraviglie ne ha perdute tante. Stanchi del silenzio cui siamo costretti da troppo tempo, ormai.&lt;br /&gt;Siamo &lt;strong&gt;istintivi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;passionali&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sinceri&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;leali&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;veri&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Siamo &lt;strong&gt;animali&lt;/strong&gt;. Siamo animali irrequieti, che si aggirano nel mondo in cerca di qualcosa che li faccia sentire ancora più vivi.&lt;br /&gt;Siamo &lt;strong&gt;nati per esserlo&lt;/strong&gt;, ma anche per &lt;strong&gt;diventarlo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Non siamo qui per cambiare il mondo. Siamo qui &lt;strong&gt;per cambiare le persone che stiamo diventando&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Adrian was there&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-3855691722222078214?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/3855691722222078214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=3855691722222078214' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3855691722222078214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/3855691722222078214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2007/10/chi-siamo-e-perch-non-siamo-altro.html' title='Chi siamo e perchè non siamo altro'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/bomba-atomica.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-56003104293484377.post-133104958239051963</id><published>2007-09-27T14:03:00.000-07:00</published><updated>2010-05-06T13:58:09.345-07:00</updated><title type='text'>Adrian Was There</title><content type='html'>Adrian era lì&lt;br /&gt;in partenza, per il suo viaggio&lt;br /&gt;il percorso senza luce nè ombra&lt;br /&gt;nel quale ogni individuo si addentra&lt;br /&gt;chiedendosi, fino alla fine&lt;br /&gt;quando gli è stato concesso di scegliere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adrian c'era,&lt;br /&gt;per coloro che gli han dato vita&lt;br /&gt;con un amore più grande di tutte le incertezze&lt;br /&gt;coltivato, nutrito, accompagnato,&lt;br /&gt;mai lasciato solo, nemmeno per un istante&lt;br /&gt;l'istante in cui ci si chiede il perchè di un'esistenza&lt;br /&gt;e nei loro occhi la risposta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adrian era lì&lt;br /&gt;per i compagni di un tempo che è stato&lt;br /&gt;e che per sempre sarà&lt;br /&gt;fratelli, non di sangue ma di pensiero, coraggio, lealtà&lt;br /&gt;fratelli nel cuore, nella mente&lt;br /&gt;per i quali vivere è donare sè stessi&lt;br /&gt;senza riserve, nè attesa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adrian era sempre lì&lt;br /&gt;per lei, soltanto lei&lt;br /&gt;in una notte di fine estate&lt;br /&gt;le stelle, il mare&lt;br /&gt;il vento&lt;br /&gt;piccole gocce d'acqua sui loro volti&lt;br /&gt;e brezza di sale&lt;br /&gt;nel bacio più intenso, la pelle lieve&lt;br /&gt;l'abbraccio forte, vigoroso, di chi non vuole allontanarsi&lt;br /&gt;prima di riaprire gli occhi&lt;br /&gt;e scoprire di aver perduto la sua verde rugiada&lt;br /&gt;nelle lacrime e nei sospiri&lt;br /&gt;di rimpianti senza domani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adrian c'era&lt;br /&gt;per quegli occhi che hanno visto&lt;br /&gt;per le mani che han sfiorato&lt;br /&gt;per le voci che hanno urlato&lt;br /&gt;e taciuto per rispetto&lt;br /&gt;Adrian era lì&lt;br /&gt;per le scelte mai comprese&lt;br /&gt;per ricordi che sorridono&lt;br /&gt;in memorie mai sepolte&lt;br /&gt;per speranze che hanno atteso&lt;br /&gt;per pensieri che hanno osato&lt;br /&gt;per il sole che li culla&lt;br /&gt;là, nel mare più profondo&lt;br /&gt;per la voglia di cambiare&lt;br /&gt;e il desiderio di volare&lt;br /&gt;Adrian c'era&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e per sempre ci sarà&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/56003104293484377-133104958239051963?l=adrianwasthere.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/feeds/133104958239051963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=56003104293484377&amp;postID=133104958239051963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/133104958239051963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/56003104293484377/posts/default/133104958239051963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adrianwasthere.blogspot.com/2007/05/adrian-was-there.html' title='Adrian Was There'/><author><name>Adrian</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00433869029415067752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image 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